domenica,Novembre 27 2022

Tragedia infinita a Scalea. La piccola alunna di Ilaria, ignara del dramma, scrive una lettera alla sua maestra: «Vorrei riabbracciarti»

La bimba, affetta da sindrome di Down aveva legato molto con la giovane uccisa e ora i familiari non sanno come dirle che non la rivedrà più

Tragedia infinita a Scalea. La piccola alunna di Ilaria, ignara del dramma, scrive una lettera alla sua maestra: «Vorrei riabbracciarti»

A due giorni dalla tragedia che ha scosso la città di Scalea, c’è ancora sgomento e incredulità. Al liceo Pietro Metastasio, dove la vittima Ilaria Sollazzo prestava servizio come docente di sostegno, si fatica a tornare alla normalità. I colleghi della donna e i suoi alunni piangono ancora lacrime amare. Ilaria si era subito distinta per la sua generosità e per la disponibilità. In poco tempo aveva fatto breccia nel cuore di tutti, soprattutto in quello enorme di Francesca, 14 anni, affetta da sindrome di Down e disturbo post traumatico, con cui Ilaria aveva cominciato il percorso scolastico a inizio settembre. Lei era la sua insegnante di sostegno e Francesca non poteva essere più felice. Passava tutto il tempo ad abbracciarla e riempirla di baci. Da ieri la 14enne non va a scuola. Sua mamma vuole proteggerla da un mondo che, per le persone come lei, è un buco nero di dolore. Francesca e Ilaria si erano piaciute subito ed erano diventate amiche. Andavano al bar insieme e venerdì scorso, l’ultimo giorno in cui si sono viste, la docente le ha presentato la figlioletta di due anni e mezzo. Poi si erano salutate con la promessa di riabbracciarsi il lunedì, con la ripresa delle lezioni. Docente e alunna non avevano fatto i conti con la furia e l’odio di Antonio Russo che, domenica mattina, all’alba, ha ucciso la ex compagna sparando una raffica di colpi di pistola contro il parabrezza dell’auto che la stava riportando a casa. Antonio l’ha uccisa per averlo lasciato e ancor di più perché non sopportava il fatto che la vita di Ilaria sarebbe andata avanti anche senza di lui.

La lettera

Nemmeno stamattina Francesca è andata a scuola. Sua madre teme che possa rendersi conto della tragedia o che, inconsapevolmente, qualcuno gliene parli. E non le farebbe bene. Nelle sue condizioni ci metterebbe dei mesi per riprendersi. La donna le ha raccontato che la prof Ilaria è partita perché è stata trasferita, ha avuto una promozione per essere stata troppo brava. Una magra consolazione per la piccola Francesca, che non ha avuto nemmeno il tempo di salutarla. Così, quando ha capito che nemmeno stamattina sarebbe andata a scuola, la 14enne ha preso carta e penna e ha scritto una lettera. «Ciao Prof Ilaria come stai? Spero bene io sono molto triste. Mamma mi ha detto che ti hanno trasferito ma io non volevo anche se a volte ti faccio arrabbiare ti voglio bene davvero. Andavamo al bar a prendere la camomilla e io ero felice. Adesso mi (sento, ndr) triste e vorrei sapere se posso abbracciarti ancora. La tua alunna Francesca (nome di fantasia, ndr).

Il pianto della madre

Poco dopo Francesca ha consegnato la missiva a sua madre chiedendole di spedirla all’indirizzo della sua amata professoressa. Alla donna le si è gelato il sangue, ma ha accennato un sorriso, fingendo tranquillità. Poi, si è chiusa in bagno e ha cominciato a piangere a dirotto. Che ne sarà di sua figlia? Quando potrà ancora continuare a fingere? Per quanto tempo ancora potrà impedire alla figlia di navigare in internet per paura che possa leggere della tragedia? La madre, affranta, legge e rilegge la lettera, le lacrime arrivano a bagnare il foglio, in quelle righe c’è tutto l’amore di una docente per il suo lavoro e la sua straordinaria capacità di amare. Lei sì, che ne era capace. Poi la donna si calma, si asciuga le lacrime, esce dal bagno e va verso la figlia, facendole una promessa: «Faremo arrivare la tua lettera alla prof Ilaria, oggi stesso». Francesca batte le mani e sgrana gli occhi dalla felicità. Quelli di sua madre, invece, sono pieni di rabbia e dolore.