venerdì,Dicembre 9 2022

Paola, chiesto un consiglio comunale aperto sull’Alta velocità

Amministratori ancora indecisi sul da farsi, la commissione tenta di allargare il fronte del dibattito per giungere a una soluzione condivisa

Paola, chiesto un consiglio comunale aperto sull’Alta velocità

La realizzazione del progetto con cui RFI ed Italferr intendono cambiare, per sempre, l’assetto ferroviario calabrese, continua a trovare resistenze in quel di Paola, territorio che un tempo costituiva il crocevia dell’intero trasporto su rotaia del meridione. Riunitasi ieri in Municipio, la commissione istituita allo scopo di pianificare la strategia da opporre ad un processo che dai più è dato come ineluttabile, ieri ha partorito la decisione di convergere nell’indizione di un ulteriore consiglio comunale aperto, tale da coinvolgere i più illustri rappresentanti istituzionali che, dalla Regione fino alle amministrazioni locali, possano fornire chiavi di lettura o aiuto nel contrasto delle decisioni assunte. Nella città più popolosa della costa tirrenica cosentina, ancora non sono dissipati i dubbi e le paure legate a un cambiamento infrastrutturale che, così come è stato prospettato, rischia di rappresentare un declassamento su tutti i fronti, con ricadute negative a pioggia in ogni ambito.

Il piatto piange

Per il momento, vista anche l’esiguità di cassa che regna in Municipio (figlia di un consuntivo “lacrime e sangue”, con oltre un milione di debiti fuori bilancio ereditati dalla precedente gestione), è stata scartata l’ipotesi di coinvolgere professionisti capaci di rappresentare, nelle sedi preposte, le istanze della commissione. Tuttavia, la quadra è stata infine trovata sulla richiesta di un consiglio comunale aperto, al quale invitare i rappresentanti delle istituzioni coinvolte nella realizzazione del progetto, dalla Regione Calabria alle soprintendenze, passando per la Provincia e i vari comuni interessati dai cambiamenti, fino alle società che si occuperanno di realizzare l’opera. Un’ulteriore occasione, dunque, per testimoniare la volontà di cambiare un progetto che, così com’è, non convince, sia per ciò che riguarda l’impatto ambientale, con l’ulteriore perforazione del monte Luta per il raddoppio del tunnel Santomarco (dal costo di un miliardo e 400 milioni di euro) che già lascia presagire micropolveri nell’aria e traffico congestionato da mezzi pesanti in continuo movimento, sia per quanto riguarda le ricadute negative su tutti i settori produttivi della vita e dell’economia locale, col trasporto persone dirottato nell’entroterra e con i dolorosi espropri da condurre nell’area del cantiere di contrada Pantani.

Da Focetola a Di Natale

L’attuale fase è caratterizzata da uno stallo tecnico della “conferenza dei servizi” indetta da RFI, ormai in avanzato stato rispetto a lavori che, dopo questo passaggio formale, potrebbero definitivamente prendere avvio. Agire tempestivamente all’epoca dei primi approcci, avvenuti un anno fa, probabilmente avrebbe garantito un margine d’intervento rispetto a quello possibile oggigiorno, ma l’idea della presidente della commissione – la consigliera comunale Marilena Focetola – è quella di riuscire comunque nell’impresa. Intanto si registra la presa di posizione pubblica di Graziano Di Natale, l’ex consigliere regionale che fa il tifo affinché si prosegua nel verso tratteggiato da RFI ed Italferr. Sulla sua bacheca virtuale, colui che al momento incarna il ruolo di panchinaro di lusso sullo scacchiere politico locale, ha commentato il disservizio verificatosi in giornata proprio all’interno del tunnel Santomarco, dove un convoglio merci è rimasto fermo condizionando tutto il traffico da e verso l’entroterra. Di seguito lo sfogo dell’avvocato del Pd, compagine scomparsa dal consiglio comunale paolano perché sostituita dalla meno nota “Migliore Calabria” (di cui Di Natale è ispiratore): «Per fare politica ci vuole coraggio. Il coraggio di dire quello che si pensa anche se delle volte potrebbe essere non popolare. Nel 2022 è impensabile che i nostri collegamenti siano da terzo mondo con situazioni che ledono i diritti primari. Ecco perché, al netto di tutte le considerazioni, tutela della salute, tutela dei diritti legittimi dei proprietari, non è più rinviabile l’intervento atto a garantire collegamenti sicuri e moderni. In soldoni lo sviluppo non può essere fermato da interessi privati. Con la schiena dritta sempre».