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Mendicino, l’uomo derby del “Granillo”: «Cosenza, puoi farlo di nuovo»

L'attaccante ha giocato con la maglia del Cosenza dal gennaio del 2017 al gennaio del 2018: «Un rimpianto la mia partenza visto come andò a finire».

Mendicino, l’uomo derby del “Granillo”: «Cosenza, puoi farlo di nuovo»

Il suo gol nella ripresa, il 3 ottobre del 2017, permise al Cosenza di espugnare il “Granillo”. Fu l’ultima vittoria rossoblù in casa della Reggina. Ettore Mendicino con il Cosenza ha giocato per un anno “solare”. Arrivò in rossoblù dal Siena nell’inverno del 2017 e lasciò la Calabria esattamente un anno dopo, accettando il prestito al Monza. Oggi gioca ancora a calcio, ma lo fa in una dimensione diversa. Abbinando il lavoro al divertimento. Ma andiamo con ordine.

«Cosenza bella esperienza»

«A Cosenza – ci racconta l’attaccante – ho vissuto senza dubbio una bellissima esperienza. Giocare in una piazza importante come quella rossoblù è qualcosa che mi è rimasta nel cuore. Ho bellissimi ricordi sia della prima mezza stagione che della seconda. Anche se devo dire che ho il grande rimpianto di essere andato via a gennaio da quella squadra che poi conquistò la promozione in B tramite i play-off. Ci prendevamo in giro. Dicevo ai miei ex compagni che avevano fatto un miracolo. Credo che se ci fossi stato anche io in quel gruppo, la mia carriera sarebbe cambiata. Vincere un campionato mi avrebbe potuto aprire scenari diversi. Invece da lì poi è andata un po’ sempre a calare».

Il gol del Granillo

Tra i ricordi più belli in maglia rossoblù, c’è certamente il gol decisivo segnato al “Granillo”: «Avevamo praticamente appena cambiato allenatore. Ma anche con Braglia si era partiti male. Eravamo reduci dal ko in casa contro il Catania. I tifosi giustamente iniziavano a lamentarsi visto che su di noi c’erano molte aspettative ed invece eravamo addirittura nei bassifondi della classifica. Arrivammo a Reggio Calabria con la voglia di riscattarci. Non fu una partita bellissima ma noi la interpretammo alla grande. Ad inizio ripresa arrivò una palla di Calamai da sinistra. Fu bravo Baclet a fare un velo che mi liberò nell’uno contro uno contro un difensore avversario. Non la stoppai benissimo e proprio per quello la palla mi si alzò. Non ci pensai su due volte e la calciai al volo anche se eravamo al limite dell’area. Fu un grande gol che fece impazzire di gioia non solo me ma anche i nostri splendidi tifosi venuti a Reggio Calabria di martedì sera».

Una nuova vita

Così come ci racconta, l’ex attaccante del Cosenza quest’anno ha scelto di lasciare il mondo del pallone a certi livelli, nonostante sia ancora giovane (è un classe 1990) ed abbia alle spalle un grande curriculum (circa 300 presenze e 50 gol tra i professionisti): «Ho deciso di pensare già al mio futuro. Sto abbinando il lavoro con il calcio. E visto che lavoro per l’università, gioco anche per la loro squadra in Eccellenza (nella Luiss a Roma, ndr). Diciamo che non c’era più quel fuoco dentro che mi ha guidato negli anni e quindi ho un po’ anticipato i tempi. Seguo quando posso tutte le mie ex squadre e sabato spero che il Cosenza possa ripetere l’impresa e vincere a Reggio Calabria. Ha tutte le carte in regola per riuscirci. Tra l’altro ci tengo tantissimo a fare un grande in bocca al lupo a mister Dionigi che mi ha allenato tanti anni fa a Taranto e del quale ho un ottimo ricordo».

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