lunedì,Febbraio 6 2023

Ludopatia, da inizio anno 101 nuovi accessi al servizio dipendenze dell’Asp | VIDEO

I dati sono stati presentati e analizzati nel corso di un'iniziativa promossa a Cosenza dalla Comunità Regina Pacis

Ludopatia, da inizio anno 101 nuovi accessi al servizio dipendenze dell’Asp | VIDEO

Decine di milioni di euro bruciati, 101 nuovi accessi al servizio dipendenze dell’Asp di Cosenza dal primo gennaio scorso in aggiunta ai 150 registrati nel 2021, famiglie disgregate, conti correnti svuotati, affetti perduti.

La ludopatia avanza e, come un torrente in piena, trascina in una torbida e tumultuosa spirale, l’esistenza di chi si illude di poter vincere la vita affidandosi alla fortuna. Il fenomeno è stato analizzato nel corso di una iniziativa promossa dalla Comunità Regina Pacis con il sostegno della Fondazione Antiusura Don Carlo De Cardona, di Palazzo dei Bruzi e dell’Azienda Sanitaria, ospitata nel complesso monumentale San Domenico nell’ambito del progetto La salute non è un gioco.

Moderato dal giornalista Mario Campanella, il convegno ha registrato tra gli altri, gli interventi del fondatore e della presidente della Comunità Regina Pacis, rispettivamente Don Dante Bruno e Rosa Bruno, degli psicologi Andrea Lo Polito e Beniamino Donnici, del presidente della Comunità il Delfino Renato Caforio. È emerso un identikit del giocatore seriale distante da quello comunemente immaginato: «Parliamo in particolare dei soggetti di età compresa tra i 20 ed i 50 anni – ha spiegato Roberto Calabria, direttore del Serd di Cosenza, il Servizio per le Dipendenze – In questa fascia rientrano la maggior parte delle persone che si rivolgono a noi. In buona parte sono piuttosto istruite, il 55 percento è laureato».

Lotterie istantanee e videopoker i giochi più seducenti. Come un novello Lucifero, lo Stato prima induce in tentazione per passare all’incasso, 110 miliardi il gettito stimato, poi destina le briciole, appena 50 milioni, al trattamento della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico. All’iniziativa sono inoltre intervenuti Paolo Mancuso, presidente della fondazione anti usura della Diocesi di Cosenza-Bisignano, Zaira Sorrenti dell’ufficio famiglia della stessa Arcidiocesi. e l’assessore comunale al welfare di Palazzo dei Bruzi Veronica Buffone.

«La prevenzione – ha sottolineato ancora Roberto Calabria – è lo strumento più efficace per combattere il gioco d’azzardo patologico. Con il nostro camper andiamo incontro alle persone con una équipe multidisciplinare formata e pronta ad accogliere e supportare chi vuole uscire da questo vortice infernale. Ci rechiamo nei luoghi di aggregazione, nelle parrocchie, nelle scuole, nelle piazze per sensibilizzare sulla portata del problema. Il fenomeno infatti sta soppiantando decisamente le dipendenze determinate dall’abuso di sostanze».

Ecco l’intervista rilasciata al nostro network