giovedì,Dicembre 1 2022

«Le foglie cadute a Cosenza sono diventate un lungo letto scivoloso»

Il circolo cittadino del movimento politico la Calabria che vuoi sollecita l’amministrazione comunale ad avviare immediatamente la potatura degli alberi lungo i marciapiedi delle strade principali della città

«Le foglie cadute a Cosenza sono diventate un lungo letto scivoloso»

Il circolo di Cosenza del movimento politico la Calabria che vuoi sollecita l’amministrazione comunale di Cosenza ad avviare immediatamente la potatura degli alberi lungo i marciapiedi delle strade principali della città, soprattutto di quelle maggior traffico pedonale quali via Alimena, via Roma e corso Mazzini.

«E’ da tempo, infatti, che è iniziata la caduta delle foglie che non venendo raccolte si stanno stratificando lungo le strade ed i marciapiedi della città sono diventati un lungo letto scivoloso che rende pericoloso il camminamento dei pedoni. Un manto uniforme di foglie secche che cadono costantemente e che con l’umidità della sera rendono il pavimento molto insidioso. Lo scenario è ben visibile già solo a guardare i veicoli che, lungo tali strade, permangono parcheggiati per qualche ora che vengono rapidamente anch’essi ricoperti dal fogliame».

«Per la sicurezza dei cittadini, soprattutto degli anziani che sono quelli che maggiormente camminano a piedi, si sensibilizza l’amministrazione di Cosenza a provvedere immediatamente alla pulizia delle strade ed alla potatura degli alberi. Sarebbe auspicabile che queste azioni di cura e sicurezza delle vie cittadine, venissero fatte in via preventiva – per esempio già dal mese di settembre – senza aspettare di arrivare magari in inverno allorquando ci sarà non solo l’umidità della sera ad aumentare il pericolo di scivolare ma anche le piogge della stagione.

«Siamo certi che la condizione disagevole dei marciapiedi di Cosenza non sia sfuggita agli stessi amministratori del comune che sicuramente avranno percorso e percorrono quotidianamente anch’essi le strade della loro città ed avranno constatato personalmente lo stato di pericolo».

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