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Cosenza città “green”: piste ciclabili, alberi ed energie rinnovabili tra i punti forti rilevati da Legambiente

L'APPROFONDIMENTO | Ecco i dati salienti contenuti nel rapporto “Ecosistema urbano”: il capoluogo bruzio spicca al Sud e “compete” direttamente con i centri del Nord. Ma rimane il “neo” di una rete idrica che fa «acqua da tutte le parti»

Cosenza città “green”: piste ciclabili, alberi ed energie rinnovabili tra i punti forti rilevati da Legambiente

Una classifica tinta di verde, anzi, di “green” come si usa dire adesso, in cui Cosenza spicca in quinta posizione, unica tra le città del Sud a entrare nella top ten. Parliamo del rapporto “Ecosistema urbano” diffuso ieri da Legambiente, che ha visto il capoluogo bruzio sbaragliare tutti gli altri capoluoghi calabresi e del Mezzogiorno. Unico puntino verde su una cartina regionale dominata dal rosso e dall’arancio.

Diciotto i parametri presi in considerazione, per i quali era prevista l’assegnazione di un punteggio massimo di 100 punti. Cosenza ne ottiene 72,79 e il risultato è lusinghiero considerato che la prima in classifica, Bolzano, ne ha 79,02 e che la media nazionale è di 53,41. Diciotto, dicevamo, i parametri: due quelli in cui il nostro capoluogo risulta tra i migliori in assoluto: depurazione delle acque reflue e incidentalità stradale.

Il “neo” dell’acqua

Un vestito “green” che però non mette al riparo Cosenza da una serie di criticità comuni non solo a tutto il territorio regionale, ma all’intero Paese. Parliamo di reti idriche e infrastrutture che, scrive Legambiente nel suo rapporto, «fanno acqua da tutte le parti».

L’acqua, un bene prezioso ma costantemente oggetto di sprechi di ogni tipo. «Dopo essere immessa nelle reti idriche se ne disperde il 42%, secondo i dati Istat del 2018, prima di essere erogata all’utente finale. Un dato molto superiore alla media europea per le perdite di rete, che ammontano al 25% e che uno dei Paesi con stress idrico medio-alto, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non si può permettere», riporta Legambiente.

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E veniamo a Cosenza. «Le criticità legate alla disponibilità della risorsa idrica – si legge nel rapporto – sono diventate sempre più rilevanti negli ultimi anni, soprattutto nel Mezzogiorno, area in cui sussistono annose carenze gestionali e strutturali che, accanto a problemi di qualità dell’acqua, aggravano la situazione della disponibilità che deve fare i conti anche con i cambiamenti climatici. Secondo i dati Istat le misure di razionamento dell’acqua per l’uso domestico messe in atto nel 2020 hanno interessato 11 città (due in più rispetto al 2019), in Sicilia (Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Palermo, Ragusa e Trapani), Calabria (Reggio Calabria e Cosenza), Campania (Avellino) e Abruzzo (Pescara). Critiche in particolare le situazioni di Cosenza, Trapani e Agrigento che sono dovute ricorrere a misure di razionamento e/o sospensione del servizio in tutto o parte del territorio comunale in tutti i giorni dell’anno».

Isole pedonali, piste ciclabili, alberi ed energie rinnovabili

Lasciato il fronte critico dell’acqua, se la cava bene Cosenza per quanto riguarda la presenza di isole pedonali, piste ciclabili, alberi in città e il ricorso alle energie rinnovabili, ambiti in cui riesce a distinguersi tra i centri del Meridione ponendosi a confronto diretto con le città del Nord.

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Cominciamo dalle isole pedonali. Una classifica nella classifica che vede ancora una volta Cosenza nella top ten (e ancora una volta unica città del Sud), al quinto posto con 1,66 metri quadrati per ogni abitante a fronte di una media nazionale di 0,47.

Risultati lusinghieri anche per quanto riguarda le piste ciclabili in rapporto alla popolazione residente: nel capoluogo bruzio sono presenti nella misura di 27,22 metri ogni cento abitanti. Meglio fanno solo, nell’ordine, Cremona (36,59), Cuneo (33,35), Mantova (32,12) e Lodi (29,17).

E se di verde parliamo non possiamo non parlare di alberi, ovviamente in riferimento alle aree pubbliche: Cosenza ne conta 72 ogni 100 abitanti. Anche in questo caso spicca tra i capoluoghi meridionali, risultando “battuta” solo in cinque casi: Cuneo (206), Modena (115), Brescia (112), Trieste (102) e Reggio Emilia (85).

Ultimo capitolo, tra quelli che mostrano dati particolarmente positivi, quello delle energie rinnovabili. Il tema del futuro, anzi del presente, nel quale Cosenza – da quanto risulta nel rapporto – non rimane indietro rispetto al resto del Paese. Legambiente prende in considerazione solare termico e fotovoltaico: 19,95 kW è la potenza ogni mille abitanti degli impianti installati su edifici pubblici. A precedere Cosenza in questa particolare classifica sono solo Padova (30,46), Pesaro (27,65), Oristano (27,49) e Verona (26,83).

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