sabato,Novembre 26 2022

All’ospedale di Cosenza celebrata la Giornata mondiale del neonato prematuro | VIDEO

Il direttore del dipartimento materno-infantile dell'Annunziata ha sottolineato come si tratti di un fenomeno in aumento: «In Calabria l'incidenza nell'ultimo anno è stata del 7%

All’ospedale di Cosenza celebrata la Giornata mondiale del neonato prematuro | VIDEO

L’ingresso in reparto della fanfara del Primo reggimento bersaglieri agli ordini del colonnello Francesco Ferrara e diretta da Francesco Malandrino, ha aperto all’ospedale di Cosenza la celebrazione della giornata mondiale del neonato prematuro. L’Annunziata è uno dei centri di eccellenza del Sud Italia per l’assistenza e l’erogazione delle cure intensive ai piccoli venuti alla luce pretermine e sottopeso.

Un fenomeno in aumento. Le cause sono da ricondurre all’età avanzata delle donne primipare ma anche alla pandemia «per lo sviluppo di una serie di patologie correlate – ha sottolineato il direttore del Dipartimento materno-infantile Gianfranco Scarpelli – In Calabria, su 15mila nascite nell’ultimo anno abbiamo avuto circa un migliaio di prematuri di cui una settantina sotto il chilo e mezzo di peso. L’incidenza è dunque pari sostanzialmente al sette percento».

L’iniziativa è stata promossa in sinergia con l’associazione Gocce di mamma, che fornisce un importante supporto alla neonatologia anche attraverso la banca del latte, e la partecipazione dell’associazione Mani di mamma, che realizza artigianalmente indumenti di lana merinos da destinare ai piccoli pazienti. Distribuito inoltre il volume Touch Me – il guerriero in una mano, nel quale la dottoressa Maria Raffaella Ramunno ha raccolto le storie dei neonati prematuri e delle loro famiglie.

Ai nastri di partenza, l’avvio del progetto di musicoterapia I suoni della vita, proposto in collaborazione con il Conservatorio Stanislao Giacomantonio: «Si tratta di un tirocinio da realizzare nel reparto di neonatologia con musicisti impegnati dal vivo con l’obiettivo di incidere in maniera benefica sulla sfera emozionale dei bambini ricoverati e dei loro congiunti – ha spiegato il direttore Francesco Perri – Abbiamo in animo di estendere il progetto in altri reparti, come la geriatria. Ne stiamo discutendo con il commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera. La musica – ha concluso – da tanti anni è entrata nell’ambito sanitario come vera e propria terapia medica. Siamo convinti che il nostro supporto potrà rivelarsi utile».

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