lunedì,Febbraio 6 2023

Riforma Cartabia, Cosenza al centro del dibattito nazionale. Spangher: «Giusto il rinvio» | INTERVISTE VIDEO

Il professore emerito di diritto processuale penale relatore del convegno organizzato dalla Camera Penale. Interventi anche dell'avvocato Cesare Badolato e del sindaco Franz Caruso

Riforma Cartabia, Cosenza al centro del dibattito nazionale. Spangher: «Giusto il rinvio» | INTERVISTE VIDEO

Il tribunale di Cosenza al centro di un importante convegno organizzato dalla Camera Penale di Cosenza, al quale hanno partecipato numerosi avvocati del foro bruzio, nonché il professore Giorgio Spangher, docente emerito di diritto processuale penale all’Università “La Sapienza” di Roma. L’accademico, senza dubbio il più alto rappresentante della Dottrina penale italiana, è intervenuto sul rinvio della riforma Cartabia che entrerà in vigore nel 2023. Tra i relatori anche il penalista Cesare Badolato, mentre il sindaco di Cosenza Franz Caruso, tra i più noti avvocati penalisti della città, ha coniugato i saluti istituzionali e una considerazione personale sulla legge che rivoluziona il processo penale in Italia.

Presenti anche il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, Vittorio Gallucci, il presidente della Fondazione della Scuola Forense, Claudio De Luca, la presidente della Camera civile di Cosenza, Tiziana Broccolo, il Presidente AIGA di Cosenza, Livio Calabrò nonché il past President della Camera Penale di Cosenza Pietro Perugini e il presidente dell’Organismo di Vigilanza della Camera penale, Guido Siciliano.

Il presidente della Camera Penale di Cosenza, Roberto Le Pera, coadiuvato dal segretario Gabriele Posteraro, ha inteso ringraziare i presenti, i componenti del Direttivo della Camera Penale di Cosenza, e in particolare le figure professionali dei colleghi Enzo Belvedere e Franco Locco.

Riforma Cartabia, cosa ha detto il professore Spangher

«Giusto e opportuno rinviare la riforma Cartabia. Questa legge, entrata in vigore un po’ all’improvviso, non consentiva né alla magistratura né all’avvocatura di conoscere i meccanismi processuali» ha dichiarato al nostro network il professore Spangher. «Il rinvio, secondo me, era necessario ed è necessario, anche perché è opportuno completare il regime transitorio, visto che non è ancora chiaro quali norme si applicheranno oppure no, e in quali termini, dal 1 gennaio 2023. Naturalmente il timore da parte di qualcuno è che il rinvio possa portare all’introduzione di nuove norme e in quel caso bisogna vedere di che tipo, ma qualcosa va rivisto sicuramente. Non uno stravolgimento, ma qualche correttivo per rendere le norme più garantiste ed efficienti».

Spangher inoltre ritiene corretta la decisione del giudice di Lamezia Terme di sospendere i processi in attesa della piena applicazione della nuova legge e si augura che il Governo affronti in modo serio e responsabile l’emergenza carceri. «In Italia purtroppo abbiamo un problema, quello della criminalità organizzata, che è una specie di cancro che coinvolge il processo e carceri e sulla base di questo dato è chiaro che le misure restrittive del carcere sono particolarmente stringenti. Il sospetto da parte degli agenti di polizia penitenziaria è che ci siano queste collusioni e questo determina una restrizione dei diritti nei confronti di tutti i detenuti delle carceri».

L’intervento dell’avvocato Cesare Badolato

«A mio parere – ha affermato l’avvocato Cesare Badolato – è stato quanto mai opportuno rinviare la riforma Cartabia, perché non era ancora pronto nessuno. Sia Dottrina che tecnici del Diritto si sono soprattutto concentrati sulla famosa prescrizione processuale quella prevista dall’articolo 344 bis del codice di procedura penale introdotta già un anno fa e ci siamo un pochino tutti quanti dimenticati di quello che era il panorama praticamente della riforma, trovandoci in realtà con una riforma che ha completamente sconvolto il codice di procedura penale. Ci sono anche delle difficoltà organizzative proprio delle cancellerie che non potrebbero chiaramente per esempio gestire il deposito degli atti e delle impugnazioni, per cui si prevede adesso un meccanismo del combinato disposto dell’articolo 582 e 111 bis completamente diverso praticamente rispetto a prima».

Ed ecco arrivare la critica. «In Italia si introducono come al solito delle riforme, ad esempio quella telematizzazione, senza prima prevedere i meccanismi per queste riforme soprattutto senza addestrare il personale per l’applicazione delle riforme e poi si fanno dei decreti per dire “ma tanto tutto entra in vigore fra un anno con dei regolamenti”. È il solito modo italiano di decidere le cose che non è molto serio».

I saluti del sindaco Franz Caruso

Franz Caruso invece non è d’accordo con la riforma del processo penale e auspica un profondo cambiamento della stessa. «L’impianto che ha guidato la riforma Cartabia è stato pensato per dare risposte alle tante incongruenze e le tante negatività del processo, ma questa riforma nasce per volontà dell’Europa, che ha consegnato al governo italiano 220 miliardi di euro con il Pnrr. Quando le cose si fanno per rispondere ad esigenze piuttosto che ad altro, poi dopo si paga un prezzo altissimo».

Caruso, infine, non si sottrae a un argomento che, a un socialista del suo calibro, sta molto a cuore: l’emergenza carceri. «Sono intanto favorevole alla depenalizzazione perché ci sono tanti detenuti per reati che onestamente sono anacronistici» ha detto il primo cittadino bruzio. «Poi è necessario intervenire per potenziare le misure alternative al carcere se si crede veramente nella funzione rieducativa della pena. Non si può pensare di tenere persone ristrette in carcere senza aiutarle. È necessario quindi rivedere il sistema carcerario».