lunedì,Febbraio 6 2023

Abusi sulle ginnaste, la ballerina cosentina Mary Garret: «Il vostro coraggio dà speranza a tutti»

L'artista nel 2010 ha pubblicato un libro "La verità, vi prego, sulla danza!" in cui ha descritto la dura realtà quotidiana delle danzatrici

Abusi sulle ginnaste, la ballerina cosentina Mary Garret: «Il vostro coraggio dà speranza a tutti»

«Sì la verità in genere sta nel mezzo. Ma a volte è tutta da una parte sola». Con una citazione di Oriana Fallaci, la ballerina solista della Scala di origini cosentine, Mariafrancesca Garritano (in arte Mary Garret), con un post su Facebook ricorda gli anni in cui finì nell’occhio del ciclone prima per quanto scrisse nel libro “La verità, vi prego, sulla danza!” e poi per alcune dichiarazioni rilasciate in un’intervista all’Observer che ebbero un effetto dirompente nell’ambiente. Oggi il suo nome è tornato sulla stampa a seguito delle vicende che hanno coinvolto alcune ginnaste che hanno parlato di un sistema che le avrebbe quasi stritolate, fatto di umiliazioni pesantissime.

«Se mi avessero detto che dopo 10 anni dai fatti di cronaca che mi hanno afflitta per lungo tempo mi sarebbe successo di rivivere tutto come allora, non ci avrei creduto – scrive la ballerina -. E invece eccomi qui ad osservare gli eventi a distanza di anni, ad analizzarli punto per punto, con maggiore consapevolezza e conoscenza delle cose. A quei tempi ero stata costretta, mio malgrado, a leggere come i ballerini si esprimevano nei miei confronti sulle varie “bacheche” (non solo quelle di FB) e decisi quindi di allontanare tutti, cancellarli con un tasto. Dovevo tutelarmi dal dolore immenso che provavo per essere stata accusata per qualunque cosa: “I panni sporchi si lavano in casa; Non sei mica una psicologa; Se non te ne vai tu, ti cacciamo a calci nel culo, quel culone grasso che ti ritrovi; Come rovinarsi con le proprie mani…”.

Sono solo alcune delle frasi arrivate dagli ambienti della danza e da persone che, o hanno smesso di ballare, o fanno ancora parte del sistema, ma per loro aver detto quelle frasi non ha rappresentato un granché ed hanno continuato a vivere, probabilmente, come se nulla fosse successo. Mi tornano in testa, quei momenti, perché leggo ciò che accade alle ginnaste e la storia si ripete. Questa è la fase in cui la divisione si fa netta: da una parte chi vuole mantenere uno status farà e dirà tutto ciò che serve per restare in un sistema che “non deve cambiare” dall’altra chi ha a cuore la verità è inorridito, disgustato e ferito da ciò che vede e sente e non potrà fare a meno che tutelarsi, come avevo dovuto fare io. La forza che le ginnaste stanno dimostrando unendosi in un’unica voce, mi commuove e mi dà speranza, quella che io avevo perso. Ero più giovane, ero spiazzata da tanta omertà e cattiveria. Devo dire grazie a loro e a tutte le altre che stanno mostrando cosa significa fare squadra davvero. Il vostro esempio sta aiutando tante persone a prendere coraggio, quel coraggio che nel mio caso aveva fatto tanta paura».

*Foto Alessandro Tabacchi