venerdì,Febbraio 3 2023

Italia Viva: «Inaccettabile che le inchieste giudiziarie diventino terreno di scontro politico»

I coordinatori cittadini di Cosenza e Rende contestano la marcia che si è tenuta nei giorni scorsi a seguito del terremoto che ha scosso l'amministrazione Manna: «Essere riformisti significa muoversi entro il perimetro del garantismo»

Italia Viva: «Inaccettabile che le inchieste giudiziarie diventino terreno di scontro politico»

«“Un’ingiustizia fatta all’individuo è una minaccia fatta a tutta la società”. Così Montesquieu già intorno alla metà del 1700. Così Matteo Renzi apre il settimo capitolo de “Il Mostro”. E a poche ore dalle parole roboanti pronunciate dallo stesso Renzi a conclusione dell’udienza preliminare del processo “Open” viene naturale tracciare un parallelo, quantomeno ideale, tra le vicende fiorentine e le inchieste che stanno interessando di recente amministratori e imprenditori dell’area urbana di Cosenza». È quanto si legge in una nota firmata dai coordinatori cittadini di Italia Viva Cosenza (Carricato e Tarantino) e Italia Viva Rende (Ziccarelli).

«La nostra posizione, politica e umana, è chiara e netta: siamo fermi nel condannare la mafia in ogni sua accezione e declinazione – affermano –. La magistratura fa il proprio dovere. Al riguardo, a noi né ad altri compete esprimere giudizi di valore. Resta il fatto che la politica deve affrontare alcune questioni “a viso aperto” e senza tentennamenti. Talvolta occorrono il coraggio e la forza di affermare idee, anche impopolari, per ripristinare la funzione principale che i partiti sono chiamati ad assolvere, che è quella pedagogica».

«E in questo senso la politica – proseguono – non può esimersi dall’assumere scelte e posizioni improntate ai principi e alle garanzie costituzionali, dall’impegno di assicurarne l’attuazione al riparo da riflettori e talk-show, nell’unico luogo a ciò deputato: le aule di giustizia. Così come è compito e dovere della politica adoperarsi per rimuovere ogni atteggiamento di segno contrario e scardinare un habitus mentale diffuso, pregiudiziale, ogni volta in cui scattano operazioni che riducono in manette decine e centinaia di persone».

«Troviamo inaccettabile – continuano Ziccarelli, Carricato e Tarantino – che le inchieste giudiziarie divengano terreno di scontro politico e si pieghino a strumentalizzazioni locali, se non addirittura localistiche, che nulla hanno a che fare con l’esigenza, generale e condivisa, di una “giustizia giusta”, con i principi garantisti del diritto penale liberale che da sempre contraddistinguono idee e valori renziani e ne definiscono il metodo politico, in antitesi a un approccio demagogico e giustizialista».

«Non consentiamo che diritto di difesa, presunzione di innocenza, finalità rieducativa della pena – pilastri su cui fonda il nostro Stato di diritto – siano ridotti a vuote formule di stile, a meri slogan. E consideriamo grave – incalzano i coordinatori renziani – che i più alti rappresentanti delle istituzioni, addirittura parlamentari, fiancheggino e supportino atteggiamenti forcaioli di chiara matrice populista».

«Come dimenticare, del resto, le pagine della storia politica, anche cosentina, intrise degli esiti assolutori di inchieste giudiziarie sorte sotto un’aura di enorme impatto mediatico – aggiungono –. Sono evidenze che suggeriscono cautela e impongono un approccio prudente, l’astensione da giudizi affrettati e preconcetti che, alle latitudini locali, non sono espressione di reali visioni ideologiche, ma solo di sterili contrapposizioni politiche i cui scopi ultimi sono assai distanti dagli interessi dei cittadini, dall’affermazione di diritti e libertà fondamentali».

«In qualità di coordinatori cittadini di Italia Viva – dichiarano – ci siamo interrogati sulla marcia che si è tenuta a Rende nei giorni scorsi. Per noi di IV essere riformisti significa avere ben chiaro il perimetro entro cui muoverci. Il nostro è senza dubbio quello del garantismo. Ci siamo presentati alle scorse elezioni politiche con un programma chiaro e articolato, con punti programmatici sulla giustizia netti, univoci: “Riforma della normativa sulla custodia cautelare, per eliminare ogni possibile abuso” (muovendo dal dato che ad oggi circa un terzo dei detenuti non ha subito condanna definitiva); “Rafforzamento di tutte quelle norme finalizzate a garantire l’effettiva applicazione del principio della presunzione d’innocenza per contrastare la spettacolarizzazione mediatica”».

«Questi i contenuti – concludono – che contrapponiamo a quelle forze politiche che strizzano l’occhio ai populisti, alle quali rispondiamo proprio con l’invito alla lettura di Montesquieu, ripreso dal nostro leader nel proprio libro in cima alle classifiche per numero di vendite, oggetto di un recente aggiornamento a seguito di alcuni importanti risvolti giudiziari. Partendo da tali considerazioni, siamo pronti, nei Comuni di Rende e Cosenza, a raccogliere la sfida e ad organizzare nelle prossime settimane manifestazioni ad hoc sulla giustizia».

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