venerdì,Febbraio 3 2023

Morti bianche, alla Cgil di Cosenza si discute del lavoro che uccide | VIDEO

Raffaele Bartoliero ha pubblicato un libro a riguardo. All'appuntamento presso la Camera del Lavoro bruzia c'erano anche il segretario Calabrone e il dirigente Assalone

Morti bianche, alla Cgil di Cosenza si discute del lavoro che uccide | VIDEO

677 vittime sul lavoro nei primi otto mesi del 2022, quasi cinquecentomila infortuni denunciati all’Inail. Le morti bianche continuano a rappresentare una grave ed irrisolta piaga per questo Paese. Raffaele Bortoliero, commercialista originario di Charleroi, figlio di minatori, già autore di un’altra pubblicazione sulla tragedia di Marcinelle, ha messo insieme alcuni tra i più recenti ed eclatanti casi di incidenti in un libro edito da Artistica Bassano e presentato a Cosenza nella sede della Cgil, per iniziativa di Democrazia e Lavoro, l’area programmatica della sinistra del sindacato.

All’appuntamento, moderato da Pino Assalone, dopo il saluto del segretario generale Umberto Calabrone, oltre all’autore hanno partecipato i familiari di Luana D’Orazio, rimasta uccisa nella provincia di Prato, mentre lavorava in una fabbrica tessile, stritolata da un orditoio al quale erano state disattivate le griglie di sicurezza, e quelli di Gennaro Morelli, autotrasportatore, schiacciato da una pedana di 750 chili durante le operazioni di scarico di un mezzo pesante.

Nuova fattispecie di reato

Otto nel complesso le storie raccontate da Bortoliero. Oggi il reato contestato è quello dell’omicidio colposo con pene variabili dai due ai sette anni di reclusione. Durante il dibattito è stata lanciata la proposta di introdurre nel codice una nuova fattispecie, analoga a quella dell’omicidio stradale che preveda un inasprimento delle conseguenze. Perché quando vengono consapevolmente alterate le condizioni di sicurezza, per risparmiare, per massimizzare i profitti o solamente per sciatteria, bisogna mettere in conto che prima o poi possa consumarsi un episodio drammatico o addirittura letale.

Controlli insufficienti

Al centro della discussione anche il tema dei controlli: troppo sguarnite le sedi provinciali dell’Ispettorato del lavoro per garantire una copertura efficace del territorio. Spesso gli stessi dipendenti sono disincentivati nel presentare denunce nel timore di ritorsioni. Fondamentale il ruolo non solo dei sindacati ma anche delle associazioni delle categorie produttive affinché promuovano attività di sensibilizzazione sul tema rivolte agli imprenditori, arrivando ad isolare o anche a sanzionare coloro che non rispettano le regole.

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