martedì,Febbraio 7 2023

Processo Bergamini, Michele Padovano e la telefonata del mistero

L'ex attaccante della Juventus e della Nazionale è stato sentito come testimone sulla scena del processo contro Isabella Internò

Processo Bergamini, Michele Padovano e la telefonata del mistero

Ha 56 anni, ma ne dimostra venti in meno. Michele Padovano, ex centravanti della Juventus e della Nazionale, ha ancora la faccia da ragazzino sulla quale negli anni Ottanta – periodo della sua permanenza in riva al Crati – svettavano i riccioli della permanente, come si usava all’epoca. Oggi i capelli non sono più quelli di allora, ma il tempo e le tribolazioni della vita non ne hanno intaccato il fisico.

C’era lui oggi a dominare la scena in Corte d’assise, convocato come testimone nel processo contro Isabella Internò, unica imputata per l’uccisione del suo amico Donato Bergamini. «Un professionista esemplare, un fratello maggiore» è il ricordo che ha dato Padovano del suo compagno di squadra col quale, nei due mesi precedenti alla tragedia di Roseto, ha convissuto in un appartamento di Città 2000. «Mai creduto al suo suicidio, mai nella vita» ha aggiunto in ossequio a uno dei refrain del processo. Due i fatti specifici sui quali è stato interpellato in aula.

La chiamata in camera

Anzitutto, la famigerata telefonata che nel pomeriggio del 18 novembre 1989 Bergamini avrebbe ricevuto nella loro camera d’albergo. Una chiamata di pochi minuti che l’aveva incupito, e che nella ricostruzione operata a posteriori dalla Procura fa da prologo al suo omicidio. Padovano ne parla per la prima volta nel 2011, non certo nel 1989 quando, interrogato dal pm Ottavio Abbate, dà conto solo di un tentativo di telefonata fatto da Denis nella hall. Perché non l’ha detto prima? «Non me l’hanno chiesto» ha risposto il testimone.

La presunta relazione con un altro calciatore

L’altro tema caldo riguardava il rapporto tra Denis e Isabella. Al riguardo, Padovano ha rievocato la settimana di vacanza a Riccione con Gianluca Presicci e Francesco Marino, altri due calciatori del Cosenza. Della comitiva faceva parte anche Bergamini che, in quel frangente, «sparì per due giorni». Cosa gli era accaduto? Secondo l’ex attaccante, aveva incontrato Gabriele Baldassarri, un altro atleta cosentino con il quale la Internò aveva avuto una relazione. «Era una storia che risaliva ai tempi in cui Bergamini non era ancora arrivato a Cosenza, ma lui non voleva sentire ragioni: diceva che per questo motivo non poteva stare più con lei, non poteva sposarsela. Ho cercato di dirgli che la ragazza non c’entrava niente, che lui all’epoca neanche esisteva. Perché prendersela tanto? Ma lui non voleva sentire ragioni. Ne parlammo per più di un’ora, e mentre ne parlava lui era diventato paonazzo».

Padovano ne aveva parlato già nel 1989, e nei suoi ricordi tutto questo accadeva uno o due mesi prima della sua morte. Balsassarri, sentito a stretto giro di posta, ha negato il suo coinvolgimento in questa vicenda: non ha mai parlato con Bergamini né ha mai conosciuto Isabella.

«Un mitomane dedito alle telenovelas»

In precedenza è stata sentita la moglie di Francesco Forte. Il tema era il seguente: il marito ha detto tutta la verità? Ha paura di qualcosa? La donna è stata incalzata da Procura e parte civile per circa un’ora e mezza, senza trasmettere però certezze al riguardo. Dopo di lei è arrivato il turno di Daniela Biondi, la cugina di Forte che nel 2013 raccoglie le sue confidenze e lo mette in contatto con Donata Bergamini. A proposito del suo congiunto, la Biondi ha specificato che «aveva e ha ancora paura», senza precisare di chi o di cosa. E tra le altre cose, ha riferito una cosa che, in quel periodo, le raccontò l’avvocato Eugenio Gallerani, ex difensore della famiglia Bergamini.

Si tratta del giudizio sferzante che l’allora procuratore di Castrovillari, Franco Giacomantonio, diede di suo cugino in aula, nel 2014, mentre era intento a chiedere l’archiviazione dell’inchiesta. In quel caso lo definì «un mitomane dedito alle telenovelas». L’udienza si è conclusa con l’audizione di una maschera del cinema Garden che il 18 novembre vide Bergamini uscire dalla sala. Ha confermato che con lui non c’era nessuno. Nessuna donna, nessuna ombra al seguito. Prossima udienza il 13 dicembre. Sarà sentito l’ex boss Mario Pranno.

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