domenica,Gennaio 29 2023

Rossano, ennesima aggressione a un agente di polizia penitenziaria

Ad aggredirlo è stato un detenuto affetto da problemi psichiatrici, l'allarme del Sappe: «Mancano gli strumenti per curare queste persone»

Rossano, ennesima aggressione a un agente di polizia penitenziaria

Ennesima aggressione nel carcere di Rossano, ove continua l’emergenza. Infatti, nella serata di ieri, un detenuto di origine magrebina, con problemi psichiatrici, ha aggredito un agente addetto alla vigilanza della sezione. L’agente, al quale ha sottratto gli occhiali, si è avvicinato per recuperarli, ma l’uomo lo ha colpito ripetutamente con un bastone di legno, tolto dalla scopa, in uso ai detenuti. L’agente è stato refertato dal locale Pronto Soccorso e gli sono state riscontrate lesioni guaribili in sette giorni.

«Solo grazie al pronto intervento dell’ormai esiguo personale presente – affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Damiano Bellucci, segretario nazionale – è stato scongiurato il peggio, essendo riusciti a riportare il detenuto alla calma, così ripristinando la sicurezza all’interno della sezione detentiva».

Purtroppo, il reclusorio rossanese non è nuovo a questi episodi, riconducibili prevalentemente a detenuti con problemi psichiatrici. Infatti, a Rossano sono 77 i detenuti affetti da tali patologie, 20 dei quali considerati abbastanza gravi, nonostante non sia presente un’articolazione territoriale di salute mentale per la gestione degli stessi. Nello stesso istituto lo psichiatra fa due accessi a settimana, assolutamente insufficienti per seguire i detenuti che ne avrebbero bisogno.

«Tale problema – aggiungono Durante e Bellucci – sussiste ormai dalla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, allorquando tutto il disagio si è riversato nelle carceri, compresi, a volte anche i soggetti prosciolti per incapacità di intendere e di volere che, se in custodia cautelare, continuano a permanere in carcere, com’è avvenuto a Rebibbia di recente, fatto per il quale la Cedu ha condannato l’Italia».

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