lunedì,Gennaio 30 2023

Calabresi a Roma, il dramma della pandemia e la rinascita: la storia di Biagio De Patta

Oggi l'attore e opinionista tv ha ripreso a tempo pieno le sue attività e sta lavorando a nuovi progetti, impensabili fino a qualche settimana fa

Calabresi a Roma, il dramma della pandemia e la rinascita: la storia di Biagio De Patta

Uscite con gli amici, ristoranti, cinema, aperitivi con vista Cappella Sistina, un appartamentino in affitto a pochi passi dalla metro e un posto da ospite fisso in una nota trasmissione televisiva, dopo una serie di partecipazioni in decine di fiction italiane e programmi. Biagio De Patta, 36 anni, originario di Tortora, la vita nella Capitale se l’era costruita esattamente come l’aveva immaginata sedici anni fa, quando, ancora giovanissimo, era partito con una valigia in mano alla volta di Roma con pochi soldi in tasca e una valigia piena di sogni, negli anni a seguire realizzati uno ad uno. Poi, da un giorno all’altro, l’incantesimo si è spezzato. Il 9 marzo 2020 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte “chiude” l’Italia a causa della pandemia e i lavoratori dello spettacolo, che è il settore precario per antonomasia, restano attoniti. Il domani si sgretola davanti ai loro occhi, letteralmente. Biagio resta da solo nel suo piccolo appartamento, senza certezze e senza la possibilità di raggiungere la famiglia al sud. Quella casa conquistata con sudore e fatica, che fino a quel momento era per lui un castello, d’improvviso diventa una prigione. Comincia per lui uno dei periodi peggiori della sua vita, ma alla fine, con coraggio e con impegno, riesce ad uscire fuori dal tunnel e riprendere in mano la sua vita.

I giorni difficili

Durante le oltre tre settimane di lockdown, i giorni scorrono lenti. Biagio passa il tempo in videochiamata con i famigliari, a cucinare, a scrollare la home di Facebook e a fare i siparietti sui balconi. Alle 18 in punto, i condomini del suo palazzo e quelli del suo quartiere si affacciano per fare conoscenza e cantare insieme. Poi fa la cosa che gli riesce meglio: scrivere cortometraggi. Da solo e con mezzi di battaglia, ne realizza due e li pubblica sui social. Nei brevi video si racconta a cuore aperto e manda a tutti un messaggio di speranza: «La vita è bella anche adesso. Non è il momento di lasciarsi andare». E ha ragione. L’Italia, lentamente, si riavvia alla normalità. Ma per Biagio e colleghi resta comunque l’incognita: «Quando torneremo a lavorare?». Le notizie sono poche e confuse, il mondo dello spettacolo è il settore più colpito dalla crisi e dalle restrizioni, i giorni passano e il giovane calabrese deve dare fondo ai suoi risparmi. È stanco, preoccupato, demotivato, ma va avanti con determinazione.

La brutta sorpresa

Quando piano piano si torna a parlare di riaperture, Biagio deve fare i conti con un’amara sorpresa. Del mondo che ha lasciato prima della pandemia, è rimasto ben poco. Sono cambiati i compensi, le modalità, sono cambiate molte, troppe cose. Tanto che, a un certo punto, il 36enne si trova innanzi a un bivio: continuare e attendere giorni migliori o cambiare mestiere e mandare all’aria quasi vent’anni di sacrifici? Così, ripensa a quel giorno di agosto del 2008, quando dopo un provino per un programma tv, fatto quasi per gioco, riceve una telefonata in cui, dall’altro capo, gli comunicano di fare le valigie e partire. Ripensa alle emozioni, all’adrenalina che sente in corpo quando sale su un palco o quando è al contatto con il pubblico, ripensa ai suoi colleghi, alle persone che ha incontrato sul suo cammino, alle luci della ribalta, alla soddisfazione di amici e parenti che l’hanno visto crescere e cambiare nei salotti della tv italiana, e decide che non può mandare tutto all’aria. A costo di ricominciare tutto da capo.

La rinascita

Biagio non si perde d’animo. Diventa l’agente di se stesso e si procura serate ed eventi. Nel frattempo si riaprono le porte degli studi televisivi e scopre che per lui c’è ancora spazio. Fa i salti di gioia. Ma oltre due anni di assenza dalle scene e dagli ambienti dello spettacolo pesano. Si perdono contatti, si esce dai giri, si viene catapultati fuori da quei luoghi in cui si è fatta fatica enorme ad arrivare. Biagio teme che con la crisi del settore tutti si siano dimenticati di lui. Invece, un mese fa, il suo telefono torna a squillare. Dall’altro capo c’è un importante organizzatore di eventi. A Roma si sta organizzando il Festival del Cinema, che quest’anno si è schierato a favore della lotta contro la violenza sulle donne, e servono giovani artisti che ci mettano la faccia. Il 36enne risponde subito all’appello.

Il Red Carpet

Il 16 ottobre 2022 è una data che Biagio difficilmente dimenticherà. Vestito di tutto in punto, torna finalmente a sfilare sul red carpet, lo stesso su cui sfileranno per una settimana Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Marco Giallini, Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak, Edoardo Leo, solo per citarne alcuni. Biagio sente che è quella la sua strada, nonostante le difficoltà. «È stata un’emozione indescrivibile – dice l’artista calabrese -. E pensare che soltanto qualche mese avevo pensato di mollare tutto e cambiare vita». Oggi l’attore e opinionista tv ha ripreso a tempo pieno le sue attività e sta lavorando a nuovi progetti, impensabili fino a qualche settimana fa: «Sono fiero e orgoglioso di me stesso, per avercela fatta ancora una volta, dopo tutto quello che ho passato». Poi, in ultimo, rivolge un appello ai suoi coetanei: «So come ci si sente a vivere nell’incertezza e so che la tentazione di mollare è forte. Ma l’errore più grande che si può fare è rinunciare ai propri sogni e alle proprie ispirazioni. La felicità non ha prezzo. Spero di essere di esempio a quanti si rispecchiano nella mia storia».

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