lunedì,Febbraio 6 2023

Ludopatia, Caruso: «Ha conseguenze funeste, perché abbassiamo la guardia?»

Il primo cittadino di Cosenza: «Scarica la responsabilità sui sindaci, spero si ritiri la proposta di legge. Occhiuto accolga l’allarme lanciato anche dalla Conferenza Episcopale»

Ludopatia, Caruso: «Ha conseguenze funeste, perché abbassiamo la guardia?»

«Mi auguro che si ritiri la proposta di legge presentata dalla maggioranza regionale di centrodestra che vorrebbe emendare la normativa del 2018 , eliminando, di fatto, una serie di vincoli contro il gioco d’azzardo e scaricando enormi responsabilità sui Sindaci». E’ quanto afferma il primo cittadino di Cosenza, Franz Caruso, intervenendo nel dibattitto regionale sulla ludopatia apertosi in questi giorni in Calabria e che vede schierati associazioni, movimenti e, soprattutto, la Conferenza Episcopale Calabra contro il tentativo di modifica della legge in vigore posta in essere dalla maggioranza di governo regionale.

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«La ludopatia è un fenomeno drammatico – prosegue Franz Caruso – che può avere conseguenze anche funeste. E’ inammissibile, dunque, che si allenti la maglia della prevenzione. Si dovrebbe, al contrario, mantenere sempre alto il livello di attenzione, con l’obiettivo di regolamentare l’accesso consapevole e responsabile al gioco. Ed, invece, in Calabria si abbassano le barriere di contrasto al fenomeno ludopatico, demandando ai Sindaci decisioni importanti in merito, per esempio, alle modalità di autorizzazione degli orari di apertura e di distanziamento tra le sale slot e i luoghi sensibili».

«Non è possibile, né ammissibile, tutto ciò, non solo e non tanto perché si gravano i Comuni calabresi, già stremati dalle note difficoltà finanziarie e dalla forte carenza di risorse umane, di ulteriori responsabilità, quanto si vanificherebbero gli sforzi compiuti sino ad oggi per meglio conoscere, monitorare ed arginare la problematica. Al presidente Roberto Occhiuto ed all’intero Consiglio Regionale – conclude il sindaco Franz Caruso – chiedo, pertanto, di fare un passo indietro raccogliendo l’allarme lanciato anche dalla Conferenza Episcopale Calabra».

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