sabato,Gennaio 28 2023

Vent’anni dal delitto di Maria Rosaria Sessa, vittima di un uomo che odiava le donne

Oggi amici e colleghi la ricorderanno al Museo del Presente di Rende alle 17:30

Vent’anni dal delitto di Maria Rosaria Sessa, vittima di un uomo che odiava le donne

Oggi sono vent’anni esatti dalla tragica scomparsa della giornalista cosentina Maria Rosaria Sessa. Il suo omicidio scosse la comunità profondamente in un periodo storico in cui di stalking neanche si parlava e neppure di femminicidio. Maria Rosaria era molto conosciuta e talentuosa, i suoi sogni furono spezzati a 27 anni, con ferocia, da un uomo, Corrado Bafaro, che su di lei voleva il controllo totale. Oggi amici e colleghi la ricorderanno al Museo del Presente alle 17:30. La giornalista Emily Casciaro, amica di Maria Rosaria, sarà anche ospite nel pomeriggio di Pasquale Motta all’interno di “Dopo la Notizia” in onda alle 14:30 su LacTv.

Terribile ossessione

Corrado nei confronti di Maria Rosaria aveva un’attenzione morbosa. Pochi giorni prima della tragedia i due litigarono violentemente. Lui le mise le mani al collo, tentando di strangolarla, solo perché lei gli aveva confidato la sua intenzione di intraprendere un viaggio di lavoro in Canada per sei mesi. Dopo quell’episodio Maria Rosaria capì che era arrivato il momento di chiudere la storia perché quell’uomo, che all’inizio sembrava tanto premuroso, aveva dato segni di un preoccupante squilibrio mentale. Da lì cominciarono telefonate a ripetizioni da parte di Bafaro e addirittura appostamenti, fino a minacce di suicidio, se lei non fosse tornata sui propri passi. E così arriviamo a quel nerissimo lunedì di venti anni fa. Lui la aspetta in strada, lei è appena uscita da una seduta dal dentista e se lo trova davanti con un mazzo di fiori. Bafaro la invita a cenare fuori, una cosa tranquilla, tanto per parlare un po’ in amicizia. Maria Rosaria si lascia convincere, dice di sì. È la sua condanna a morte.

I due cenano in in un ristorante a Rende, ma lui vuole di più, probabilmente ritorna sull’argomento, sulla loro storia che non vuole si interrompa. Pagano il conto e lasciano il locale, poi salgono in auto. È lui alla guida ma non riaccompagna la giornalista a casa, imbocca la statale che porta verso il mare. Lei forse protesta, vuole tornare indietro, forse gli urla di fermarsi, tenta di scendere, chissà. Lui a quel punto perde la testa. Toglie dalla tasca del cappotto una lama e la colpisce. Lo fa in modo così violento che il coltello si curva in punta. Poi fugge nella notte. Di lui non si saprà nulla per quattro mesi quando il suo corpo verrà ritrovato impiccato in una villetta di Fiumefreddo.

L’evento di oggi è organizzato dagli ex colleghi di Metrosat, su iniziativa di Emily Casciaro, con il sostegno dell’Associazione Artisti Eccellenze Calabresi ed il patrocinio dell’Ordine Regionale dei Giornalisti