venerdì,Giugno 14 2024

Medicina all’Unical, a Catanzaro non la prendono bene. Pronte le barricate

Polemiche dopo l'approvazione del nuovo corso all'Università di Rende. Il presidente Bosco: «Dovrebbe essere il presidente della Regione ad assumersi la responsabilità di governare certi processi»

Medicina all’Unical, a Catanzaro non la prendono bene. Pronte le barricate

La scelta del Coruc di istituire dei nuovi corsi di Medicina e Infermieristica all’Unical di Rende sta lasciando uno strascico di polemiche. Ieri il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha esultato alla notizia. Così come hanno fatto questa mattina i consiglieri regionali cosentini di Forza Italia: Pierluigi Caputo, Katya Gentile, Gianluca Gallo e Pasqualina Straface.

Dopo il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, il quale ha dichiarato che se non verrà ampliata l’offerta didattica dell’Università Magna Grecia contrasterà «con tutti i mezzi a disposizione la decisione», anche l’assessore regionale Pietropaolo è intervenuto sostenendo che il «duplicato rischia di trasformarsi in una sconfitta per la Calabria».

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Il presidente del Consiglio comunale Bosco: «Scelta miope»

Insomma le istituzioni catanzaresi sono insorte a seguito della notizia. Gianmichele Bosco, presidente del consiglio comunale di Catanzaro, in una nota informa della «scelta di tenere una seduta aperta del consiglio comunale per discutere dell’offerta formativa in Calabria si rivela una scelta necessaria oggi più di ieri, dopo che il Coruc ha sostanzialmente dato il via libera alla nascita della facoltà di Medicina presso l’Unical».

«Una scelta che appare miope – continua -, dannosa, priva di criterio e in virtù della quale è mia ferma intenzione di insistere affinché quel consiglio comunale, convocato e rinviato per ben tre volte, si tenga per far emergere l’errore commesso e ribadire che il capoluogo di regione farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per far sì che il sistema universitario tutto sia equilibrato ma soprattutto utile e rispettoso dell’interesse generale dei calabresi».

«Vogliamo ribadire ancora una volta che per noi non è questione di campanile, né intendiamo che appaia tale. Semmai, è questione di scongiurare pericolosi squilibri e dare forza al sistema-Calabria nel suo complesso, piuttosto che avvantaggiare un singolo territorio in danno di altri. Sia chiaro che tutti hanno diritto alla legittima aspirazione di compiere salti di qualità e dunque, nel caso dell’Unical, di ampliare la propria offerta formativa ma allora deve essere altrettanto chiaro che anche l’Umg deve poter aspirare allo stesso obiettivo, senza che nessuno abbia da ridire sull’ipotesi di avviare a Catanzaro un corso di laurea in architettura o ingegneria informatica», aggiunge il presidente del consiglio comunale di Catanzaro.

«Non si vede la ragione, infatti, per cui il capoluogo dovrebbe essere tagliato fuori dall’obiettivo comune di diventare più attrattivo anche per chi dovesse decidere di venire a studiare in Calabria. Il punto, però, è che tale obiettivo deve essere perseguito insieme, senza fughe in avanti, furbizie o accordi di piccolo cabotaggio. Ecco perché pensiamo – conclude Bosco –  che anche e forse soprattutto, dovrebbe essere il presidente della Regione ad assumersi la responsabilità di governare certi processi, per evitare distorsioni di cui la Calabria non avverte alcun bisogno, perché sono proprio quelle distorsioni ad avere procurato nei decenni i guasti che hanno tenuto al palo della mancata crescita una intera comunità regionale. Per quel che ci riguarda, lo ribadiamo, non staremo a guardare e questo è un dato esplicito e fermo di cui tutti devono avere piena consapevolezza».

Il consigliere comunale Palaia: «Azioni di bieco campanile»

Anche il Consigliere comunale di Catanzaro Daniela Palaia ci tiene a dire la sua: «Eccoci di nuovo! Tutte le volte che si porta avanti una legittima battaglia orientata alla crescita di un territorio viene fuori la voce di chi, con tono francamente oramai stucchevole, bolla la posizione come campanilistica. Il riferimento è alla vicenda della istituenda Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Unical. Tradisce invece grave miopia la visione di chi sostiene che l’istituzione di tale Facoltà accrescerebbe l’offerta formativa dell’intera Calabria laddove è invece evidente che una regione di meno di due milioni di abitanti dovrebbe puntare a rafforzare e migliorare le singole realtà esistenti piuttosto che indebolirle con azioni, esse sì, di bieco campanile».

«Non può non osservarsi che la Facoltà di Medicina di Catanzaro è una risorsa strategica per l’intero territorio regionale in virtù del significativo impatto sociale, educativo e scientifico che esprime a vantaggio di esso. È evidente che tutti gli atenei calabresi, proprio nell’ottica di una durevole e solida prospettiva di sviluppo di sistema, non possono non comprendere che la sostenibilità dei propri percorsi formativi deve basarsi su rapporti di sinergia e di non concorrenza e deve essere stimata in misura di un’adeguata risposta alle esigenze dell’intero territorio. Sono intuibili i vantaggi sul piano scientifico ed economico derivanti da un’offerta formativa non frammentata ma orientata alla valorizzazione delle singole specialità tenuto conto delle caratteristiche di popolazione e di utenza studentesca complessiva. È chiaro che la questione della istituzione della Facoltà di Medicina e Chirurgia all’Unical ha avuto ed ha i suoi attori ed i suoi comprimari, tutti a vario titolo coinvolti e tutti parimenti responsabili di una scelta che manca di motivazioni realmente vantaggiose per l’intero territorio regionale».

«Nello specifico, la decisione del rettore De Sarro di astenersi all’interno del Coruc al momento della votazione per la istituzione della facoltà di medicina all’Unical, è emblematica della totale mancanza di visione strategica del nostro rettore, oltre che di un singolare e inspiegabile cambio di opinione del medesimo dal momento che, appena qualche settimana fa, affermava la propria contrarietà (anche argomentata) alla istituzione di tale nuova facoltà», ha continuato il consigliere.

«E non si dica che – prosegue – , il voto contrario del rettore De Sarro non avrebbe comunque cambiato l’esito di quella deliberazione per carenza di ‘peso numerico’. Se possibile, la sua astensione è ancora più amara, in quanto sintetizza la mancanza di una netta e chiara posizione del più alto rappresentante del nostro Ateneo. E poi ci sono gli altri attori, i protagonisti della politica: dal presidente Occhiuto che continua a pensare alla Calabria sempre al netto del Capoluogo, perseverando nella mancata valorizzazione di esso in una gestione di sistema che invece da questo territorio non può certo prescindere, andando via via a scendere verso tutte le altre cariche politiche regionali e cittadine».

«In molti ricorderanno che era stato convocato a Catanzaro un consiglio comunale aperto per trattare il tema alla presenza di parlamentari e delle principali cariche regionali e provinciali. Ebbene, lo stesso consiglio è stato poi rinviato per volere dell’opposizione durante una conferenza dei capigruppo in cui si sarebbe solo dovuto decidere di disciplinare la partecipazione da remoto di alcuni tra consiglieri e parlamentari impossibilitati a partecipare in presenza per motivi di salute o istituzionali. La partecipazione da remoto avrebbe consentito una discussione la più ampia possibile attraverso una modalità oramai consueta in tanti ambiti e che, per quanto non espressamente prevista dal regolamento consiliare, avrebbe potuto agevolmente essere legittimata dalla volontà favorevole dei capigruppo. In quella conferenza dei capigruppo, non solo tutta l’opposizione ha votato contro alla modalità di partecipazione da remoto, ma ha chiesto anche il rinvio della seduta stessa facendo pesare la forza dei numeri durante la votazione», ha continuato il consigliere comunale.

«Il merito di questa decisione ha, se non altro, palesato la morbidezza e la passività di alcuni amministratori cittadini su un tema tanto sensibile e rispetto a cui tante volte è stata innalzata una protesta, a questo punto evidentemente solo dichiarata. Martedì 27 depositerò all’ufficio di presidenza del consiglio comunale una nuova richiesta di fissazione di una seduta aperta sul tema della Facoltà di Medicina ponendo alla discussione dei partecipanti quest’unico punto, allo scopo di tentare di invertire un processo che mi auguro non risulti irreversibile, oltre che eventualmente per valutare correttivi tendenti a riequilibrare l’intero sistema dell’offerta accademica regionale. Insomma, la politica delle azioni contro la politica delle chiacchiere pelose e dei tatticismi che vorrebbero ancora a penalizzare la nostra città», ha concluso Palaia.

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