mercoledì,Febbraio 21 2024

Cosenza calcio, nel 2023 sei personaggi in cerca di autore

Da Guarascio a Viali, da Florenzi a Zilli passando per Marson e Calò. Chi deve cercare una propria dimensione nel nuovo anno

Cosenza calcio, nel 2023 sei personaggi in cerca di autore

Sei personaggi in cerca d’autore. O di riscatto. O di conferma. Il punto è che il 2023 dovrà segnare, per almeno sei elementi all’interno della rosa del Cosenza Calcio, una svolta: calciatori a un bivio, pronti a spiccare il volo o a cadere nell’anonimato, a prendersi una rivincita o a lasciare un segno indelebile, in negativo, nella storia rossoblù.

Aldo Florenzi, conferme cercasi nel 2023 del Cosenza

Partiamo dalla nota più positiva dell’anno che sta per concludersi in casa silana: Aldo Florenzi è stato, insieme al Bati Larrivey, l’uomo copertina di questo Cosenza almeno nella prima parte del 2022. Un calciatore che ha iniziato a farsi vedere con Zaffaroni, quindi quando ancora il calendario recitava 2021, ma che nel 2022 ha saputo confermarsi come certezza della formazione. I prossimi 365 giorni potranno regalare al centrocampista un balzo verso la leggenda.

Massimo Zilli, aspettando la consacrazione

Da un giovane a un altro, il 2022 di Massimo Zilli è stato un po’ così: la fine della scorsa regular season ha permesso ai tifosi rossoblù di conoscere un attaccante fisico che si è trovato nel posto giusto al momento giusto, fra il rigore conquistato a Pisa e realizzato da Liotti e il contrasto di testa contro il Vicenza che ha portato al gol di Larrivey. Poi, con Dionigi, il vuoto e la perdita di fiducia, causata dalle scelte di un tecnico che troppo spesso lo ha svantaggiato. Vedremo se nel 2023 saprà tornare il calciatore decisivo ammirato ad aprile-maggio scorso.

Leonardo Marson torna a fare il dodicesimo

Qui il discorso è leggermente più complesso: l’innesto di Micai ha praticamente relegato di nuovo il portiere friulano in panchina. Eppure in questi mesi, al netto di qualche errore (la barriera contro il Venezia su tutte), Leonardo Marson ha conferito alla difesa quelle certezze che con Matosevic fra i pali erano mancate. Adesso è arrivato un portiere di riferimento e d’esperienza, ma i guantoni dell’ex Sassuolo dovranno dimostrarsi pronti in caso di necessità: solo così potrà confermarsi.

Giacomo Calò accenda la luce nel 2023 del Cosenza

Ecco il punto più dolente: Giacomo Calò, arrivato dal Genoa con la certezza di aver preso, seppur in prestito, uno dei top playmaker della Serie B, è stato la più cocente delusione della prima metà di stagione. Certo, gran parte della colpa non è sua, visto che Dionigi spesse volte l’ha relegato in panchina adducendo sempre motivazioni di tipo fisico, ma è innegabile che finora si sia vista soltanto l’ombra del favoloso regista che era stato fra Castellamare di Stabia, Pordenone e Benevento. Che il 2023 possa portare consiglio e fortuna? Lo si spera, ma da fine gennaio, quando smaltirà l’infortunio che lo ha tenuto ko negli ultimi tre match.

William Viali, la chance di una vita

Come non parlare del tecnico? William Viali, l’ennesima scommessa di un patron che ne ha giocate fin troppe (e perse altrettante), che finora non ha portato grandi risultati, deve affidarsi ai prossimi giorni per diventare un personaggio capace di lasciare il segno ai piedi del Castello Svevo, così come fatto da Pierpaolo Bisoli, predecessore liquidato troppo in fretta nonostante gli ottimi risultati raggiunti. Per ora, la graduatoria recita le parole “Cosenza utlimo”: all’allenatore ex Cesena l’onore e l’onere di tirare fuori i Lupi da questa situazione.

Eugenio Guarascio, il patron contestato

Dulcis in fundo, ovviamente, il patron Eugenio Guarascio. Nessuno può smentire l’assunto secondo cui la popolarità del proprietario di Ecologia Oggi è giunta ai minimi storici, superando forse anche il de profundis post retrocessione, quando pure non c’era grandissima simpatia nei suoi confronti, per usare un eufemismo. Il 2023 sarà il dodicesimo anno solare dell’imprenditore lametino alla guida del Cosenza Calcio, ma per ora c’è poco da festeggiare: nel prossimo anno, il presidente dovrà davvero decidere cosa fare da grande. Ammesso che ci sia ancora tempo per i mea culpa e per trovare delle soluzioni.

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