lunedì,Febbraio 6 2023

San Demetrio Corone, il mondo arbëreshë fra spirito e cultura

Concluso il ricco programma di manifestazioni natalizie con eventi musicali e teatrali tutti nel segno delle minoranze linguistiche

San Demetrio Corone, il mondo arbëreshë fra spirito e cultura

A San Demetrio Corone si è conclusa la stagione del borgo considerato capitale della cultura Arbëreshë. Shën Mitri (come è chiamata la cittadina in lingua Arbëreshë) ha dato voce alla sua migliore tradizione con il contributo della Compagnia Teatrale BA17 che conferma il proprio impegno sul tema delle minoranze storico-linguistiche. La stagione degli eventi natalizi si è aperta il 27 dicembre con il convegno per la celebrazione del 25° anniversario dalla morte dell’avvocato Giuseppe D’Amico, un animatore culturale di San Demetrio che ha dato vita ad azioni culturali importanti. L’ordine degli avvocati e tante personalità ne hanno ricordato l’esempio.

Il giorno 29 si è aperta la stagione teatrale con la celebrazione del “Natale Arbëresh”, fortemente voluto dall’assessore alla cultura Emanuele D’Amico che ha curato la scelta dei testi della cultura arbëreshë che i due artisti, Angelica Artemisia Pedatella (attrice, regista, autrice) e Daniele Fabio (compositore, chitarrista) hanno performato, imparandone la pronuncia e dando così testimonianza di lustro a questo mondo antico ed essenziale. «L’Arbëria, la sua cultura, la sua lingua e la sua gente rappresentano una risorsa vitale per la Calabria – sottolinea Angelica Artemisia Pedatella, già fondatrice della Compagnia Teatrale BA17 – Nessuna altra regione è tanto ricca di varietà culturale, linguistica, mistica e spirituale come la Calabria, un tesoro da cui attingere senza sosta e per noi creativi è un vero tesoro di Alarico».

Al misticismo delle interpretazioni in voce e musica, che hanno dato vita al videoclip musicale “Shën Bombini Voguli” interpretato da Daniele Fabio e girato tra i preziosi mosaici della Chiesa di Sant’Adriano, si è alternata la comicità dell’opera “La strenna di Giuseppe”, messa in scena dalla Compagnia Teatrale BA17 e interpretata dai due straordinari Giuseppe Marvaso e Massimo Rotundo, una coppia comica che fa il suo esordio proprio in questa stagione, strappando risate e rendendo dirompente una storia inedita. L’annuncio dell’Angelo al falegname Giuseppe rappresenta davvero la novità di questa stagione e San Demetrio ha saputo indubbiamente cogliere l’opera giusta per chiudere l’anno.

Dopo una straordinaria serata in piazza per festeggiare l’anno nuovo, partecipata e rumorosa, frutto dell’impegno del consigliere con delega agli eventi Francesco Avato, l’apertura teatrale ha visto la celebrazione del 150° anniversario dalla morte di Domenico Mauro, grande dantista e personalità di spicco culturale tra quelle che hanno reso importante San Demetrio Corone, con l’opera di teatro-concerto “L’Amor che move il Sole”, con Angelica Artemisia Pedatella, Daniele Fabio e i danzatori Giada Guzzo e Raphael Burgo, sulle coreografie di Roberto Tripodi. L’evento ha visto una numerosissima partecipazione, segno che il teatro continua a rappresentare un importante valore.

«Con questa stagione abbiamo definitivamente segnato la traccia che intendiamo percorrere – afferma soddisfatto il sindaco Madeo – ossia quella della valorizzazione della nostra comunità, che intende vivere una gloria odierna e non più essere relegata a ricordare quella passata. La nostra è una comunità di persone che hanno voglia e intenzione di fare, in tutti i settori, e la cultura rappresenta l’abito migliore con cui possiamo vestirci. Abbiamo condiviso fortemente con il team BA17 questa idea di valorizzare quanto di meglio questa terra ci offre».

A chiudere le giornate di cultura è stato il violino di Francesco Greco e del suo ensemble, con la bravura di Daniele Dettori alle tastiere, Emidio Di Maio al basso, Alessio Santomauro alla batteria e con la bellissima voce di Valeria Palmieri.

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