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La Regione Calabria si costituisce nel processo contro Oliverio e Adamo

Nel caso dell'azienda "Calabria Lavoro", l'avvocato di Marilina Intrieri invece ha chiesto che l'Ente sia citato come responsabile civile. A breve la decisione

La Regione Calabria si costituisce nel processo contro Oliverio e Adamo

Deve ancora entrare nel vivo il processo denominato “Passepartout“, in cui sono imputati, tra gli altri, l’ex presidente della Regione Calabria Mario Oliverio e all’ex consigliere regionale Nicola Adamo. Nell’udienza svoltasi il 17 gennaio 2023, la Regione Calabria ha deciso di costituirsi parte civile. Ma non è tutto.

Nel processo “Passepartout” c’è anche la vicenda giudiziaria dell’Azienda in House “Calabria Lavoro“, per la quale sono coinvolti Giovanni Forciniti e Fortunato Varone. Nel caso in esame, il professore avvocato Michele Filippelli ha chiesto la citazione della Regione Calabria come responsabile civile ai danni di Marilina Intrieri, già deputata del Partito Democratico, a seguito della nomina (all’epoca) di Giovanni Forciniti quale direttore generale di “Calabria Lavoro”. Marilina Intrieri, invece, ritiene che il posto spettasse a lei. In questo capo d’imputazione è coinvolto anche Oliverio. Sulla questione avanzata dalla parte civile il tribunale collegiale di Catanzaro si è riservato.

Tutte le accuse del processo “Passepartout”

Al centro dell’inchiesta, che da un punto di vista cautelare non aveva espresso alcuna misura, tranne due interdizioni per Forciniti e Varone (poi revocate), ci sono tanti fatti avvenuti in Calabria negli ultimi anni.

Si parla della realizzazione della Metropolitana leggera Cosenza-Rende-Unical, reato contestato a Nicola Adamo, Mario Oliverio, Antonio Capristo, Luigi Zinno, Giuseppe Lo Feudo, Pietro Ventura e Giuseppe Trifirò; della nomina di Luigi Incarnato quale commissario liquidatore della Sorical, reato contestato a Nicola Adamo, Mario Oliverio e allo stesso Luigi Incarnato. E ancora: della promessa fatta a Luca Morrone all’indomani delle dimissioni da consigliere comunale di Cosenza, che avevano provocato la decadenza dell’allora sindaco Mario Occhiuto. Reato contestato a Nicola Adamo, Mario Oliverio e Luca Morrone; della sponsorizzazione del convegno ASTRA e Accordo di Programma, per la quale sono imputati Giuseppe Lo Feudo e Pietro Ventura; della presunta omessa segnalazione sulla pericolosità del Ponte Cannavino di Celico, reato contestato a Giuseppe Lo Feudo e Luigi Zinno); della presunta frode nell’esecuzione e nell’adempimento degli obblighi previsti nel contratto pubblico per il “Sistema integrato manutenzione infrastrutture delle linee aziendali in esercizio di Ferrovie della Calabria Srl (reato contestato a Giuseppe Lo Feudo e Pietro Ventura); della realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza (reato contestato a Mario Oliverio, Luigi Zinno, Rocco Borgia, Giulio Marchi, Arturo Veltri e Armando Latini). In relazione a questo capo d’accusa l’ingegnere Pasquale Gidaro era stato assolto nel febbraio del 2021.

Inoltre, si parla dell’apertura del tratto ferroviario San Nicola-Silvana Mansio in assenza del nulla Osta tecnico da parte del competente USTIF (reato contestato a Giuseppe Lo Feudo, Santo Marazzita e Pietro Ventura); della mancanza del nulla Osta tecnico dell’USTIF circa l’apertura del tratto ferroviario San Nicola-Silvana Mansio (reato contestato a Giuseppe Lo Feudo e Santo Marazzita); della presunta turbativa d’asta per linea ferroviaria Cosenza-Catanzaro (reato contestato a Tito Berti Nulli, Giuseppe Lo Feudo e Luigi Zinno). Infine dell’ «incarico dirigenziale ad Eugenio Montilla che avrebbe evitato l’obbligatoria e preliminare interrogazione presso Equitalia circa la correlativa situazione debitoria di Nicola Adamo (reato contestato a Nicola Adamo ed Eugenio Montilla)».

Nel collegio difensivo figurano, tra gli altri, gli avvocati Enzo Belvedere, Franz Caruso, Danilo Iannello, Giuseppe Bruno, Valeria Zicaro e Riccardo Maria Panno.

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