sabato,Gennaio 28 2023

Paola, lo spettro del dissesto incombe e il Dup rischia d’essere viziato

Il Documento Unico di Programmazione (Dup) potrebbe essere viziato da voci di bilancio non in linea con l’attualità amministrativa regionale, e le mancate entrate tributarie porterebbero grossi scompensi di cassa. Previsioni fosche per occupazione e servizi

Paola, lo spettro del dissesto incombe e il Dup rischia d’essere viziato

Dal verbale dell’ultimo consiglio comunale di Paola, tenutosi lo scorso 28 dicembre nell’aula Lo Giudice, emerge una situazione in distonia con quanto visibile nel filmato della seduta, trasmesso in diretta streaming da almeno due emittenti ufficialmente presenti.

All’atto di discutere il nono dei tredici punti all’ordine del giorno (Odg), tra la maggioranza proponente e la minoranza d’opposizione, s’è innescato un dibattito in merito alle conseguenze che l’adesione «all’Ente di Governo Rifiuti e Risorse Idriche Calabria», comporterebbe per il comune di Paola, sia in termini di responsabilità riguardo entrambi i servizi – dalle criticità occupazionali ai problemi pratici – sia in termini di voci in bilancio da mettere in conto per le finanze locali, se considerarle o meno nel Documento Unico di Programmazione (Dup), anch’esso rientrante, al secondo posto, nella lista di argomenti su cui il consiglio è stato chiamato a deliberare a fine dicembre.

Malgrado il coinvolgimento diretto dei capisettore comunali preposti ad assimilare il nuovo ordinamento comandato dalla Regione, capire come procedere per sviluppare la discussione e deliberare sul punto, è diventata impresa assai ardua (anche perché, nel frattempo, nella sala verde della Cittadella regionale era in corso – concomitante al consiglio comunale di Paola – una riunione tra i referenti di tutti i comuni calabresi e l’amministrazione che fa capo a Roberto Occhiuto, proprio per comprendere il da farsi che d’ora in poi sarà routine per tutta la Calabria).

Nonostante gli aggiornamenti in diretta, comunicati all’assise dall’ingegner Fabio Iaccino dell’Utc, la vaghezza sul tema ha continuato a regnare nell’aula, motivo per cui il presidente del consiglio, Mattia Marzullo, ha messo ai voti una sospensiva votata all’unanimità dai presenti.

Trascorso qualcosa in più rispetto ai «cinque minuti per consultarci» proposti da Marzullo, tutti i consiglieri hanno ripreso a sedere tra i banchi e la seduta è ripresa come se niente fosse, o meglio, come se il motivo della sospensione precedente non avesse mai costituito argomento di discussione. Come se i dubbi avanzati dal consigliere Andrea Signorelli – capogruppo di minoranza – riguardo l’efficacia dello strumento contabile in mano a Giovanni Politano, non fossero mai stati posti. Come se il Dup non presentasse vizi di forma e di sostanza tali da indurre preoccupazioni, che il consigliere Josè Grupillo ha proposto di dissipare facendo una semplice richiesta di garanzie  da pretendere dalla Regione. «Perché quando di mezzo ci sono lavoro e servizi, tasse e gestione di beni primari per il territorio – ha detto il capogruppo di Paola Cuore Azzurro – è opportuna la massima chiarezza, ognuno deve essere consapevole del proprio ruolo e del proprio raggio d’azione, altrimenti il rischio è quello di innescare procedure disordinate e dispendiose, pasticci burocratici con cui sarà poi il cittadino a doversi confrontare».

Niente, la discussione è ripresa con l’appello e con lo scavallamento degli argomenti in elenco all’Odg, ripartiti dal decimo punto e terminati con un emendamento per il punto 9 (presentato come 10 da Marzullo) e con gli auguri per il nuovo anno con cui si è chiusa la seduta.

«Oh, e il Dup?», ha richiesto però a gran voce Josè Grupillo, mentre per la maggioranza erano già in corso i titoli di coda sulla seduta. Già, e il Dup? «Quello lo abbiamo rinviato al prossimo consiglio», hanno detto in coro Mattia Marzullo e Barbara Sciammarella.

Ed ecco l’inghippo per il quale, in premessa, s’è fatto riferimento al verbale pubblicato sull’albo pretorio. Perché attesta formalmente questo rinvio, che benché paventato da Marzullo e Sciammarella a favore di telecamera, dall’analisi del filmato dell’intera seduta (durata oltre sei ore), non emerge da nessuna parte.

Che il secondo punto sia stato rinviato “ad altro appuntamento”, è difficile da evincersi, perché le chiacchiere tra l’esecutivo e la segretaria a microfoni aperti, hanno diffuso distintamente in sala le espressioni «rinviare» e «invertire», che per la minoranza avrebbe semplicemente significato posporre la discussione ad un altro momento della stessa assise, e non di certo il procrastinamento fino al prossimo consiglio. D’altronde l’invito di Marzullo all’atto dell’alzata di mano è stato chiaro: «rinviamo il punto nell’attesa (che un dipendente comunale terminasse di stampare le copie “giuste” del Dup, in quanto ne risultavano trasmesse copie che avevano come riferimento le annualità 2022/2024, mentre invece dovevano riguardare gli anni dal 2023 al 2025, ndr)». Un’operazione svolta in pochi minuti dagli uffici, che hanno prontamente consegnato ai consiglieri i documenti corretti, che quindi erano nella loro disponibilità e pronti per essere votati.

Ma forse è andata bene così, perché le previsioni contenute nel Dup necessiteranno – probabilmente – di un consiglio comunale a parte, in quanto, se fossero davvero viziate da cambi in corsa come quello imposto dalla Regione sui fronti di rifiuti e acqua, si potrebbe davvero palesare lo spettro di un dissesto finanziario che, per la “nuova era” di Giovanni Politano, significherebbe la fine di ogni ambizione.

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