lunedì,Febbraio 6 2023

Paola, mentre Rfi “sonda” l’ex area mercatale il comitato Santomarco tuona contro tutti

Il tema dell’Alta velocità ferroviaria continua ad occupare un posto prioritario nell’agenda politico-amministrativa. Intanto proseguono i sondaggi nei pressi dell’ex area mercatale di località Pantani, futura zona di cantiere per la costruzione di due tunnel

Paola, mentre Rfi “sonda” l’ex area mercatale il comitato Santomarco tuona contro tutti

Mentre RFI seguita a sondare il terreno su cui dovrebbero passare i binari della nuova tratta che – da Paola a nord e San Lucido a sud – dovrebbe collegarsi all’entroterra cosentino mediante due nuovi tunnel da costruire accanto alla vecchia galleria Santomarco, dalle parti dell’omonimo comitato popolare, sorto a tutela dei diritti dei residenti e dell’ambiente della zona, è ferma l’intenzione di proseguire la marcatura stretta sull’iter che sta portando alla realizzazione dell’infrastruttura.

Benché proprio stamane, personale della società che – insieme a Italferr – rappresenta l’attore di maggior peso nella vicenda, sia stato visto impegnato nei pressi dell’ex area mercatale (la stessa su cui oggi sorge la pista di atterraggio e decollo dell’elisoccorso, in località Pantani a Paola), i componenti del comitato si dicono convinti di poter ancora intervenire per imprimere una svolta all’intera faccenda, esprimendo tuttavia rammarico per il coinvolgimento poco attivo delle controparti, poco inclini ad allinearsi secondo una strategia comune.

«Quando il Comitato Popolare “Santomarco” incominciò a considerare le nuove scelte che Italferr ed RFI intendevano fare nel Settore della mobilità ferroviaria nelle aree del mezzogiorno – è il testo integrale della nota stampa – ci siamo chiesti se valeva la pena tentare di contrastare tale assurda decisione ed affrontare di conseguenza una dura battaglia contro una scelta che ritenevamo e continuiamo a ritenere profondamente sbagliata e irrazionale per il nostro territorio.

Abbiamo incominciato per primi, contro lo scetticismo di molti e l’avversione di alcuni, a scrivere sui giornali, inviando articoli, note stampe e documenti.

Abbiamo fatto tanto, abbiamo ottenuto consensi ma alla fine le contraddizioni di fondo sono venute a galla. Come si fa a non capire che realizzare una nuova galleria che presenta all’uscita un raggio di curvatura di oltre 2 Km lato Sud verso S. Lucido che permette velocità dei treni di oltre 200 km/h per poi inoltrarsi nella stessa galleria a oltre 250 Km/h non ha il minimo fondamento.

Non ha un senso logico per l’intento che si prefigge, l’inoltro dei treni merci da Gioia Tauro a Taranto nel corridoio “ Scandinavo – Mediterraneo” disegnato dalla Comunità Europea, qundo si sa benissimo che i treni merci possono viaggiare ad una velocità max di 120 Km/h.

Può una società pubblica, quale RFI, in sfregio a tutte le norme, creare un debito pubblico di 1,800,00 milioni di Euro, quando si possono realizzare le stesse due nuove gallerie con metà dell’investimento previsto solo spostando gli innesti e i raggi di curvatura in avanti di solo 2 Km alla stregua dello stesso raggio di curvatura lato Paola come previsto da RFI-Italferr  nel progetto 2021?

È evidente, a tutti coloro che sono in buona fede, che l’intento di RFI è condizionare il tracciato della nuova linea AV/AC ( Praia –Tarsia-Montalto-San Lucido) a discapito del tracciato storico lungo la costa che ghettizzerà per sempre a linea secondaria al solo scopo di trasporto regionale.

L’imbroglio è tanto evidente che sarebbe auspicabile l’intervento della Magistratura per spreco di denaro pubblico. Ma abbiamo anche dovuto constatare che purtroppo l’atto formale del Comune di Paola è di tutt’altro contenuto; Primo perché prevede interventi manutentivi nell’attuale galleria esistente, (di durata di quasi 10 anni) con servizi sostituitivi ma interventi che non modificano affatto gli standard strutturali per l’inoltro dei treni container-combinati che le nuove norme europee richiedono, oltre alla mancanza di sicurezza ed evacuazione in casi di pericolo e/o criticità. Questo va contro quanto sostiene il Ministero dei trasporti e la perizia di CTU della Magistratura Inquirente.

Inoltre non ci convincono le motivazioni sugli aspetti di rilevanza storica e negli aspetti progettuali generali e né tantomeno le relative interferenze con il santuario e la ferrovia storica con grimagliera, bisogna convincersi che un’opera pubblica ritenuta come strategica per il paese non è sottoposta, per legge, a nessun vincolo se non per la salute pubblica e ambiente.

E per ultimo non doveva venire il Prof. Tanzi a sostenere le presenze di amianto, già previste dagli studi di Italferr con una serie di analisi e carotaggi effettuati per considerare queste presenze ridotte al minimo, e non per questo motivo che RFI non realizza una galleria. Si pensi che si perfora il Moncenisio per una lunghezza di 57 Km, che ha un sistema geologico tra i più complessi d’Europa, qui si con grande presenza di amianto, per dire che non può essere questa la motivazione affinché RFI non realizzi una galleria lunga 15 Km.

Ma soprattutto il Comitato Popolare Santomarco non simpatizza con l’idea di inoltrare i treni merci sul tratto Lamezia-Catanzaro, non può un Consiglio Comunale di qualsiasi cittadina italiana poter far modificare un itinerario che la Commissione Europea ha inteso realizzare per connettere il porto di Gioia Tauro con il resto d’Europa e il solo pensare che questa alternativa della direttrice calabrese Jonica è non conoscere il principio fondamentale del sistema trasportistico della Ferrovie.

Il Comitato Popolare “Santomarco” per tutti questi motivi è per la realizzazione delle due gallerie a doppia canna a semplice binario nell’area di Santomarco spostando il solo raggio di curvatura lato Paola-Sud di 2 Km in avanti , salvando l’abbattimento di oltre 80 case tra Paola e Montalto. Stiamo, unitamente a tanti comitati lottando affinché Paola resti Stazione ferroviaria di primaria importanza ma dobbiamo rilevare che interessa a pochi e soprattutto che la lotta politica strumentalizzi questo progetto. Abbiamo invidia quando partecipiamo e ci informato di vaste realtà dove le amministrazioni comunali al fianco delle minoranze consiliari ed i cittadini manifestano e lottano per difendere i loro territori. Nella nostra città c’è la corsa all’apparire e a illustrare sciocchezze come si sta facendo contando su un’amministrazione contraddittoria e poco incline a difendere con i denti la città amministrata, sottovalutando il problema che Paola potrebbe non essere più stazione ferroviaria principale. Noi non vogliamo essere additati come quelli che hanno declassato la nostra città.

Questa è la nostra posizione senza nessun interesse politico o personale e niente o nessuno può farci cambiare idea neanche il fiume di chiacchiere fino ad oggi sgorgato che volentieri lasciamo a chi da anni chiacchiera senza il minimo costrutto».

Articoli correlati