mercoledì,Maggio 22 2024

Arresti a Cosenza, la Cassazione annulla la prima ordinanza: riguarda il sindacalista Campolongo

L'indagato, attualmente ai domiciliari, è accusato di estorsione in concorso con presunti soggetti legati al gruppo D'Ambrosio di Rende. L'avvocato Carratelli ha ottenuto un nuovo giudizio cautelare

Arresti a Cosenza, la Cassazione annulla la prima ordinanza: riguarda il sindacalista Campolongo

La Suprema Corte di Cassazione ha annullato la prima ordinanza cautelare del Riesame di Catanzaro, nell’ambito della maxi inchiesta antimafia coordinata dalla Dda di Catanzaro contro la ‘ndrangheta cosentina. Parliamo della posizione del sindacalista della Cisl, Gianluca Campolongo, accusato di avere avuto un ruolo delittuoso nella presunta estorsione mafiosa, che sarebbe stata commessa dal gruppo D’Ambrosio di Rende ai danni della società “La Cascina“.

Gli ermellini, letto il ricorso presentato dall’avvocato Nicola Carratelli del foro di Cosenza, hanno accolto in toto le argomentazioni difensive, annullando con rinvio l’ordinanza per un nuovo giudizio davanti a un collegio diverso da quello che ha valutato in prima battuta il provvedimento cautelare eseguito il 1 settembre 2022 in tutta la provincia di Cosenza.

La nota del difensore di Gianluca Campolongo

«Sin dal suo interrogatorio di garanzia – si legge in una nota diramata dall’avvocato Nicola Carratelli – Campolongo aveva dato ampia giustificazione della propria condotta, escludendo qualsivoglia legame con attività illecite e fornendo esaustive indicazioni circa l’esatto tenore delle conversazioni oggetto di intercettazione che la DDA di Catanzaro aveva invece ritenuto essere dimostrative del suo apporto morale all’attività estorsiva compiuta da altri soggetti».

«Il GIP del Tribunale di Catanzaro ed il Tribunale della libertà, avevano avallato l’ipotesi accusatoria, ma senza dare adeguato rilievo alle corpose indagini difensive effettuate dal difensore di Campolongo, avvocato Nicola Carratelli, che comprovavano l’estraneità del sindacalista all’attività estorsiva, nonché la buona fede del predetto, da sempre dedito esclusivamente a condurre con correttezza e lealtà battaglie sindacali». 

«La Corte di Cassazione ha, per contro, ritenuto come tali elementi fossero meritevoli di approfondita disamina da parte del giudice del riesame, e quindi, in accoglimento del ricorso difensivo proposto dall’avvocato Carratelli, ha annullato l’ordinanza del TDL, disponendo che altra sezione dello stesso Tribunale valutasse congruamente la sussistenza o meno di elementi di gravità indiziaria a carico dell’indagato».

«Gianluca Campolongo ha accolto con grande soddisfazione la decisione della Corte di Cassazione, consapevole della profonda ingiustizia della misura cautelare inflittagli ma estremamente fiducioso nel riconoscimento giudiziario della sua assoluta estraneità alla vicenda criminosa, che, a breve, dovrebbe essere affermata». 

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