lunedì,Maggio 20 2024

Castrovillari, il tribunale diventa emblema di una giustizia «a rischio paralisi»

L'Organismo congressuale forense lo cita come esempio negativo per il caso delle udienze sospese a seguito del guasto agli impianti di riscaldamento

Castrovillari, il tribunale diventa emblema di una giustizia «a rischio paralisi»

«C’è una cattiva gestione delle strutture dove quotidianamente si amministra la giustizia. Nelle ultime settimane le gravissime criticità emerse ci fanno riflettere: i palazzi di giustizia sono spesso ubicati in strutture inadeguate, con uffici inospitali e, in qualche caso, addirittura insalubri e pericolosi. Un problema talmente grave che rischia di causare la paralisi della giustizia».

A lanciare l’allarme è l’Organismo congressuale forense che sollecita la politica a intervenire concretamente e presto, per incrementare e spendere i fondi destinati alla giustizia dal Pnrr, senza più alcuna esitazione. «I fatti delle ultime settimane riguardano il tribunale di Castrovillari e di Ragusa: nel primo caso la rottura dell’impianto di riscaldamento ha determinato la sospensione dell’attività giudiziaria per almeno dieci giorni; nel secondo c’è stata la temporanea chiusura degli uffici giudiziari ospitati nel palazzo ex Ina per il crollo di alcun controsoffitti . Ma queste emergenze sono state precedute da altre ancora più gravi».

«A giugno dell’anno scorso a Bergamo è svenuto un magistrato che è stato trasportato in ospedale in ambulanza per il prolungato mancato funzionamento dell’aria condizionata. A Bari, a settembre del 2022 un crollo nell’ Aula magna della corte di appello ha provocato il ferimento di un assistente giudiziario che ha perso una falange. E altri crolli si sono verificati, sempre l’anno scorso nel tribunale di Catania e in quello di Nocera Inferiore, poco prima dell’inizio delle udienze. Allagamenti ci sono stati nei tribunali di Messina e Grosseto: in questo ultimo caso l ‘acqua ha fatto saltare l’impianto elettrico».

«Le precarie condizioni in cui versa l’edilizia giudiziaria, il disagio evidente in cui tutti gli operatori della giustizia sono costretti a lavorare è noto da tempo ed è evidente che è giunto il momento di investire, di utilizzare i fondi del Pnrr anche e soprattutto per l’edilizia giudiziaria. Non sarà possibile attuare alcuna riforma – avverte l’Ocf- se i luoghi dove lavorano gli operatori del diritto permangono pericolosi e fatiscenti, se vi è assenza totale di manutenzione degli edifici giudiziari, se è quotidiano il disagio in quasi tutti i tribunali italiani»

Articoli correlati