sabato,Febbraio 24 2024

Addio a Giorgio Ruffolo, intellettuale e politico socialista di origini cosentine

Parente del musicista Alfonso Rendano, è stato più volte deputato e ha guidato il ministero dell'Ambiente al crepuscolo della Prima repubblica

Addio a Giorgio Ruffolo, intellettuale e politico socialista di origini cosentine

E’ morto oggi a Roma all’età di 96 anni Giorgio Ruffolo, intellettuale, politico, economista e storico esponente del Psi. Pur essendo nato a Roma, era cosentino d’origine, appartenente a una famiglia legata da parentela diretta con il musicista Alfonso Rendano. Nella città dei Bruzi erano nati i suoi fratelli maggiori: Nicola (notaio e scrittore) e Sergio (grafico e scultore di fama nazionale). Giorgio Ruffolo fu ministro dell’Ambiente dal 1987 al 1992 nei governi Goria, De Mita, Andreotti VI e VII. A dare l’annuncio della sua scomparsa è stato Valdo Spini, compagno di partito e suo successore al dicastero dell’Ambiente. «Giorgio Ruffolo – scrive Spini – lascia una traccia duratura nella cultura e nella politica socialista e della sinistra italiana».

«Segretario nazionale al ministero della Programmazione economica, deputato europeo, deputato italiano e poi senatore, ministro dell’Ambiente per tutta la legislatura ’87-’92, Giorgio Ruffolo ha percorso tutto l’iter di un’importante vicenda istituzionale. Lo ha fatto – sottolinea Spini – con la competenza dell’economista di alto livello, ma anche con l’impegno di militante politico socialista fino dai tempi della sia giovanile militanza nella Federazione giovanile socialista italiana. Nel Psi militò nella corrente di Antonio Giolitti e poi nella sinistra lombardiana. Insieme partecipammo alla fondazione dei Democratici di sinistra, formazione politica che vide la collocazione del simbolo del Partito socialista europeo alla base della Quercia del Pds al posto di quello del Pci».

«In Ruffolo – prosegue – si coniugavano in modo del tutto particolare l’intellettuale e il militante, all’insegna di un dialogo tra ragione e passione che lo accompagnò per tutta la vita. Per la mia generazione – ricorda ancora Spini – un punto di riferimento essenziale. Personalmente gli ho voluto molto bene, per la relazione che sapeva intessere anche sul piano umano. Si sapeva che la sua malattia non gli permetteva più di partecipare al dibattito politico e culturale, ma la sua presenza muta era comunque un punto di riferimento. Alla famiglia, agli amici, ai collaboratori tutta la partecipazione al dolore e al rimpianto».     I funerali si svolgeranno sabato 18 febbraio alle 15 presso la Chiesa valdese di piazza Cavour. 

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