sabato,Aprile 1 2023

Cosenza, Ciacco in consiglio: «Sull’autonomia differenziata Meloni fa come Mussolini»

Il no di Fratelli d'Italia alla delibera contro il Ddl Calderoli ha stupito la maggioranza. Prima dell'intervento del capogruppo Spadafora, il consigliere di FCs aveva parlato di «cultura fascista applicata a regola d'arte»

Cosenza, Ciacco in consiglio: «Sull’autonomia differenziata Meloni fa come Mussolini»

Il consiglio comunale di Cosenza sull’autonomia differenziata, tenutosi ieri pomeriggio alla Provincia per l’indisponibilità di Palazzo dei Bruzi, ha avuto momenti significativi. A parte la scontata approvazione della delibera con cui si chiede di cancellare il ddl Calderoli e si dà mandato al sindaco Caruso e al presidente Mazzuca di adoperarsi in tal senso, il dibattito si è animato a cavallo dell’intervento di Fratelli d’Italia.

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Come spiegato ieri sera, il no dei meloniani ha lasciato di stucco l’intera aula, che invece si aspettava l’unione totale delle forze in campo. Francesco Spadafora, capogruppo di FdI, ha motivato il voto contrario del suo gruppo spiegando che «l’autonomia differenziata non può che essere un’opportunità». 

«Il governo – ha aggiunto – da mesi ha avviato un percorso virtuoso per superare le differenze e garantire lo stesso livello di prestazioni da nord a sud. Declina il principio sussidiarietà e dà quindi tale opportunità alle regioni stesse». «Non voteremo un documento targato Pd. Al massimo ragioniamo su quello approvato da tutto il pubblico consesso di Acri» ha chiosato creando malumore in sala. Gli ha risposto, tra gli altri, il democrat Aldo Trecroci strappando gli applausi dei suoi. «Amici di Fratelli d’Itallia – ha evidenziato – votare a favore del ddl Calderoli per un meridionale è come esprimere una preferenza per il partito nazista da parte di un ebreo».

Il tackle di Ciacco sull’autonomia differenziata

Prima si erano registrate parole al vetriolo di Giuseppe Ciacco, che è andato giù pesante al punto da definire il ddl Calderoli «roba da macelleria istituzionale, un colpo di Stato bianco, un golpe tecnico».

«Benito Mussolini e i suoi squadristi, poco più di 80 anni fa – ha ricordato il presidente della commissione Salute – hanno destituito il Parlamento e hanno istituito la Camera dei fasci e delle Corporazioni. Giorgia Meloni e i suoi colonnelli, oggi, hanno destituito il Parlamento e hanno istituito la Commissione tecnica paritetica. La cultura fascista applicata a regola d’arte. Questo è, sul piano metodologico, il disegno di legge Calderoli: la riproduzione, con la carta carbone, dello stile del nefasto ventennio dittatoriale. Ma non meno grave e allarmante è la prospettiva, nel merito, delle questioni. La proposta Calderoli frantuma l’unità e la coesione del Paese».

Poi il riferimento alla passarella di Cutro. «Attenzione – ha concluso – queste sono destre sovraniste e liberticide, che oggi governano l’Italia e che, qualche giorno fa, hanno messo in scena quella vergognosa passarella a Cutro e poi, con sprezzante e crudele tracotanza sono andate a fare baldoria a Uggiate Trevano. Queste destre, contrabbandano, maliziosamente, la ferma opposizione alla proposta Calderoli, come uno scontro fra Nord e Sud». 

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