mercoledì,Febbraio 21 2024

“Storie di donne… Storie di lavoro”, in Calabria partecipazione femminile ai minimi | VIDEO

Dal seminario della Cisl emergono 20 punti sotto la media nazionale. Il segretario bruzio Lavia ha denunciato la terribile abitudine dei contratti part-time per un impiego full

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“Storie di donne… Storie di lavoro” è il tema di un seminario organizzato dalla Cisl di Cosenza per mettere a fuoco l’esperienza quotidiana di donne impegnate nella società e nelle professioni, ma anche le condizioni per l’ingresso delle donne nella sfera occupazionale e la qualità dei rapporti all’interno dei luoghi di lavoro, la flessibilità negli orari e nell’organizzazione, l’esistenza e l’efficienza dei servizi per chi vuole conciliare famiglia e lavoro, la piena attuazione dell’articolo 37 della costituzione e della cosiddetta legge Anselmi sulla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro

Nel corso della iniziativa è emerso che la partecipazione in Calabria delle donne al mercato del lavoro è venti punti sotto la media nazionale. «Nel Piano di Ripresa e Resilienza – ha sottolineato Nausica Sbarra, coordinatrice donne Cisl in Calabria – non mancano linee di finanziamento mirate al riequilibrio di questo dato, cartina tornasole della disparità di genere ancora presente in Italia, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Si tratta di risorse destinate ad asili nido ed altri servizi che favoriscano la conciliazione tra i tempi di vita ed i tempi lavorativi». 

I lavori sono stati aperti dalla teatroterapeuta Imma Guarasci che ha proposto una lettura di brani dal titolo “Parole di donne”. Sono poi intervenute, tra gli altri, con le loro testimonianze, Lorella Dolce, coordinatrice Donne Cisl Cosenza; Carmela Nicoletti, segretaria Cisl Cosenza; Marilenza Cerzoso, direttrice del Museo dei Brettii e degli Enotri; Erminia Giorno, segretario generale della Camera di Commercio; Francesca Lupinacci, segretaria Slp Cisl Cosenza; Luisa Sangiovanni, direttrice del consorzio di bonifica di Mormanno; Tiziana Scarpelli, dirigente del Siulp. 

Nel corso del suo intervento, poi, il segretario generale Cisl Cosenza, Giuseppe Lavia, ha denunciato come nella provincia bruzia siano dilaganti i part time involontari tra le lavoratrici, assunte a mezzo servizio ma che nella realtà prestano la propria opera full time, riceveno quindi la metà del compenso previsto dai contratti nazionali.

«Un malcostume difficile da arginare – ha detto Lavia – ma che costituisce la cifra della diffusa disparità di genere che serpeggia nell’ambito occupazione del nostro territorio, trovando terreno fertile poiché per molte donne questo compromesso al ribasso e pure l’unico modo per rimanere aggrappati al mondo del lavoro. Donne che non scelgono il part time ma lo subiscono. Non è semplice riuscire a fare emergere questa irregolarità, a meno di procedere a controlli serrati e continuativi per accertare la presenza costante della lavoratrice in orari differenti da quelli certificati in busta paga». In apertura di articolo l’intervista video.

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