sabato,Marzo 2 2024

«Combattere a viso aperto le mafie e ogni forma di prevaricazione»

L’indagine Reset, di cui da qualche giorno sono state rese note le conclusioni, ha restituito l’impressionante portata di quella vita sotterranea

«Combattere a viso aperto le mafie e ogni forma di prevaricazione»

È questo il secondo importante appuntamento che il collettivo di associazioni “Insieme contro tutte le mafie” propone e organizza nell’area urbana cosentina. Un passo ulteriore e particolarmente significativo del percorso che, come collettivo di soggetti associativi e organizzazioni sindacali del territorio, si è inteso intraprendere per dare concreta e manifesta risposta, sociale, culturale e politica, alla sfida che le
organizzazioni criminali stanno portando alla convivenza civile di queste nostre comunità.

Sfida alla quale solo da ultimo l’indagine Reset, di cui da qualche giorno sono state rese note le conclusioni, ha restituito l’impressionante portata di quella vita sotterranea, e non solo, che parrebbe muovere una estesa area della economia, delle relazioni sociali e istituzionali con una preoccupante permeabilità in tutti gli ambienti e stratificazioni della vita della area urbana cosentina.

Combattere a viso aperto le mafie e ogni forma di prevaricazione fondata sull’uso dell’intimidazione e della forza è diventata dunque obiettivo e orizzonte di condivisione valoriale per ”Insieme contro tutte le mafie” e per quanti intendano dare sempre nuova vita agli assunti costitutivi della nostra democrazia repubblicana, di libertà, giustizia e democrazia.

Per queste motivazioni si è deciso di portare il confronto all’interno dell’istituzione scuola, per favorire e
sollecitare una riflessione e una presa di coscienza sul tema proprio con la fascia di popolazione, le giovani e i giovani della scuola superiore, che fatalmente più di altre pagano il prezzo maggiore alla inevitabile diminuzione dell’esercizio di una cittadinanza piena, intenzionale e consapevole, che va determinandosi nei territori segnati dalla infiltrazione mafiosa.

Minori possibilità di lavoro, di fruizione culturale, di servizi di cura e assistenza, insomma livelli di qualità della vita decisamente diminuite rispetto ad altre parti del paese, non solo per le storiche condizioni di arretratezza economica della nostra regione ma anche per i limiti e i vincoli imposti dal malaffare e dall’associazionismo mafioso, con la sua devastante e criminosa influenza.

A un autorevole testimone del nostro tempo, Monsignor Francesco Savino, grazie alla sua profonda
conoscenza del problema e della società calabrese, nonché al suo impegno a favore degli ultimi e della
giustizia sociale, l’associazione ha chiesto di trovare le parole, le modalità, il registro che meglio possano suscitare interesse nei ragazzi, provare a distoglierli dall’indifferenza o dalla rassegnazione – ma cosa c’entra con la mia vita? io comunque cerco di cavarmela – e perché no generare al contrario un atteggiamento attivo, d’interesse, di cura verso la qualità della vita della propria comunità.

Grazie alla disponibilità dell’istituto Monaco, della sua dirigente e della classe docente, giovedì 23 marzo a partire dalle ore 10, dialogo su Etica e responsabilità nella Calabria del XXI secolo, per misurare come è possibile costruire condizioni e occasioni di positiva contaminazione e disseminazione della cultura del rispetto delle regole democratiche e della convivenza civile.

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