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Movimento 5 Stelle, a Cosenza tanti gruppi territoriali quanti nel resto della Calabria

Oltre a quello del capoluogo istituiti anche a Rende, Acri, Corigliano Rossano e Trebisacce. Resta il nodo del coordinatore regionale e provinciale

Movimento 5 Stelle, a Cosenza tanti gruppi territoriali quanti nel resto della Calabria

Sono dieci i gruppi territoriali che al momento si sono formati in Calabria dopo che il Movimento Cinque Stelle pubblicò nel novembre del 2022 la nuova “costituzione pentastellata” griffata Giuseppe Conte. La fotografia che offre la nostra regione sintetizza quanto emerso già nel corso delle ultime Politiche: bene nelle aree del nord e del catanzarese, meno altrove.

Il problema, tuttavia, sono le iscrizioni. Affinché si formi un gruppo servono almeno trenta persone e queste non sono riuscite ad assemblarsi quasi da nessuna parte. L’emorragia di consenso, quando il discorso si circoscrive al locale, continua ad essere il principale problema dei grillini.

Le difficoltà ad imporsi sul territorio

Il piano varato dall’ex premier era funzionale a trasformare un movimento autodefinitosi inizialmente “orizzontale” nelle sembianze di un partito classico. Il tutto così da mettere radici sui territori. L’assenza di veri e propri coordinamenti ha fatto sì nel tempo che le differenze tra le elezioni politiche ed europee con quelle regionali e amministrative fossero considerevoli, al netto di indiscutibili e datati presidi elettorali di altre forze o di storici esponenti. Forbice ampia, insomma, troppo. Così, reiteratamente, a Giuseppe Conte sono arrivate sollecitazioni per articolare i distretti locali.

Non in ultimo nell’assemblea del Movimento Cinque Stelle tenuta a Lamezia Terme, dove il presidente ha ascoltato le istanze di amministratori e iscritti a Russeaux. Hanno esposto le difficoltà a lavorare dentro le istituzioni e a portare fuori i cavalli di battaglia che animano le battaglie in Parlamento. In più, ancora non c’è traccia dei coordinatori regionali e provinciali. Solo Calabria e Sicilia vivono in un pesante limbo organizzativo dovuto alla necessità, da parte di Conte, di acquisire ulteriori elementi per indicare il successore del dottore Massimo Misiti.

Il toto nomi  

La casella vacante sembrava inizialmente che dovesse toccare ad Anna Laura Orrico, forte dell’affermazione più clamorosa di tutte alle Politiche 2022: la vittoria su Andrea Gentile ha generato il paragone di Davide contro Golia. La nomina, sebbene gradita e attesa, non è arrivata. Per lei, però, si è materializzato un posto in Commissione di Vigilanza Rai. Tra gli iscritti la voce più ricorrente è che la mossa sia servita ad allentare la tensione in Calabria dove l’altro nome forte è Vittoria Baldino, forse il volto più mediatico del Movimento Cinque Stelle a livello nazionale. Proprio le due parlamentari oggi pomeriggio hanno inviato una nota congiunta in cui annunciano che gli ex lavoratori della Covisian di Rende saranno assunti da Inps Servizi a margine di una vertenza seguita passo dopo passo.

Ma fra le due “contendenti” potrebbe spuntare fuori un outsider. Anche lei donna, anche lei cosentina: l’eurodeputata Laura Ferrara, in scadenza a Bruxelles. Quando sarà libera da impegni istituzionali, magari potrebbe dedicarsi anima e corpo all’organizzazione del partito in Calabria.

I gruppi territoriali del Movimento Cinque Stelle

Il Movimento Cinque Stelle ha creato cinque gruppi territoriali in provincia di Cosenza. Oltre a quello del capoluogo sono stati ufficializzati ad Acri, Corigliano Rossano, Rende e Trebisacce. Percorrendo verso sud l’A2, si sono costituiti quelli di Lamezia Terme, Vibo Valentia e Reggio Calabria. Risalendo la parte ionica si incontra quello di Catanzaro che bissa quello di Girifalco.

Ne fanno parte gli iscritti che possiedono i requisiti previsti dello Statuto; chi è residente o comunque domiciliato nel territorio di riferimento del gruppo; chi non appartenere contemporaneamente ad un altro schieramento. Ogni gruppo è stato autorizzato dal Comitato per i rapporti territoriali, di concerto con Giuseppe Conte. Dovrà eleggere il rappresentante (che resterà in carica un anno) entro 15 giorni dalla costituzione, deliberare sulle proposte poste all’ordine del giorno, sui progetti e sulle iniziative da presentare al Comitato nazionale progetti. Infine approverà la nomina dei Referenti.

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