venerdì,Giugno 14 2024

All’Unical si esplorano i siti simbolo dell’archeologia industriale calabrese

Al convegno organizzato dal professore La Marca, uno studente del primo anno di Biologia ha illustrato un modello matematico di reazione diffusione nello studio della formazione delle reti industriali.

All’Unical si esplorano i siti simbolo dell’archeologia industriale calabrese

Per due giorni, all’Unical, esperti, studiosi e tecnici hanno esplorato siti simbolo dell’archeologia industriale calabrese mostrando i percorsi evolutivi verso l’industria 4.0. Un confronto sulle identità delle comunità e le prospettive di valorizzazione per il territorio regionale.

Il professore Antonio La Marca, ordinario di Archeologia classica (che ha dato valenza accademica al convegno insieme ai docenti Stefania Mancuso, Roberto Musmanno, Tullio Romita e Luigino Filice), ritiene che ogni paese abbia qualcosa da dire. «Ogni paese può interagire con l’università per avviare un percorso di valorizzazione del territorio. Un convegno non nasce così per caso. La Calabria è ricca di siti industriali dismessi. E grazie all’intuizione del professor Elia Fiorenza, la due giorni che abbiamo vissuto rappresenta il contributo dell’Università a questa nostra terra».

Tanti gli esempi di realtà produttive esaminate. Dal Mulino Perrotta di Paola, al frantoio degli Insiti nella Piana di Sibari, dalle cave di pietra verde e nera di Gimigliano alla Salina di Lungro, dall’ex zuccherificio di Lamezia Terme al cementificio di Montegiordano, dalla ferriera Filangieri di Cardinale alla miniera e fonderia di Arangea (RC), dal Mulino idraulico di Grimaldi al centro siderurgico di Pazzano.

Tessere del mosaico di archeologia industriale all’interno del quale si inserisce lo studio del medico radiologo dell’Annunziata, Stefania Galassi, che ha condotto una indagine nel tempo sulle malattie professionali degli operai siderurgici di Ferdinandea. Entusiasmante, infine, l’intervento di uno studente dell’ateneo, Emmanuel Pio Pastore.

E’ una “matricola” di Biologia, che ha illustrato un modello matematico di reazione diffusione nello studio della formazione delle reti industriali. Si tratta, in realtà, di un algoritmo in grado di ricostruire fenomeni passati e prevedere quelli futuri secondo un modello di intelligenza artificiale. Una presentazione conclusa con l’applauso della sala del centro congressi University club.

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