sabato,Febbraio 24 2024

Violenza privata e minacce all’ex marito scoperto con la nuova fidanzata, assolta

I fatti risalgono all'aprile del 2019. L'imputata vide il suo ex compagno in un bar pasticceria insieme all'altra donna

Violenza privata e minacce all’ex marito scoperto con la nuova fidanzata, assolta

Il Tribunale di Castrovillari in totale accoglimento delle richieste dell’avvocato Francesco Nicoletti,  ha assolto la giovane G. P. imputata di violenza privata e di minacce nei confronti dell’ex marito. I fatti risalgono all’aprile del 2019, quando l’ex marito si trovava, all’interno di un noto bar pasticceria che affaccia con vetrate su una centralissima via, in compagnia della nuova fidanzata e di altri amici, tutti intenti a consumare un aperitivo.

Secondo quanto denunciato dall’uomo, il proprietario del locale gli faceva segno di guardare fuori dalle vetrine dove vedeva l’imputata, all’interno della propria autovettura, ferma innanzi alle vetrine, che con una mano teneva il proprio telefonino con il quale lo stava filmando nel mentre lui era insieme alla nuova fidanzata e con l’altra mano suonava insistentemente il clacson per attirare l’attenzione dei presenti. In quel momento nell’auto non era presente il figlio minorenne della coppia. Al fine di evitare figuracce poiché il suono insistente del clacson aveva purtroppo raggiunto l’obiettivo ovvero quello di attirare l’attenzione di tutte le persone presenti dentro e fuori dal locale, l’ex marito usciva fuori per andare incontro alla donna e nonostante ciò quest’ultima continuava a suonare il clacson e a riprendere la scena. L’uomo, pertanto, la invitava ad andare via e per tutta risposta otteneva insulti e minacce.

Nello specifico la donna lo minacciava che non gli avrebbe più fatto rivedere il figlio. Sempre secondo il racconto dell’uomo, innanzi a tale situazione, lo stesso si determinava a rientrare nel bar per prendere il giubbotto e dunque si dirigeva verso la propria auto per andare via. Salito a bordo della propria Audi, parcheggiata innanzi al bar, la ex moglie con la propria auto si parcheggiava dietro l’auto dell’uomo, bloccandolo e non consentendogli di andare via. Così impedita la sua manovra, la donna scendeva dall’auto, gli si avvicinava e continuava ad offenderlo in vari modi nonché a minacciarlo. Solo dopo molte insistenze la ex moglie decideva di ritornare nella sua auto consentendo all’uomo di fare manovra per allontanarsi. Non paga della sceneggiata la donna iniziava a seguire l’uomo ponendo in essere un proprio inseguimento, facendo manovre come per speronarlo e solo in prossimità della sua abitazione, una volta entrato nel cancello, la donna si allontanava.

Nella stessa querela l’uomo indicava tutte le persone, suoi amici, presenti ai fatti, tra cui anche la nuova fidanzata. Veniva, pertanto, celebrato il processo a carico della giovane durante il quale veniva sentito il maresciallo dei carabinieri che si era occupato delle indagini, l’ex marito che aveva modo di ripercorrere i fatti per come dichiarati in denuncia nonché tutte le persone indicate dall’uomo, testimoni presenti ai fatti, che confermavano il racconto del denunciante. Veniva, poi, escusso un teste indicato dalla difesa. Dopo aver celebrato l’istruttoria dibattimentale il P.M. chiedeva la condanna dell’imputata alla pena di mesi tre di reclusione.

Il Tribunale di Castrovillari, all’esito della camera di consiglio, in totale accoglimento e condividendo la tesi difensiva dell’avvocato Francesco Nicoletti, ha ritenuto non “credibile e  attendibile” l’ex marito e, pertanto ha assolto l’imputata da entrambi i capi d’imputazione con la formula “perché i fatti non sussistono”.

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