mercoledì,Maggio 22 2024

Coldiretti consegna un trattore all’Agricola Doria, vittima di furti e danneggiamenti

L’imprenditrice Alessandra Paolini con parole piene di energia e toccanti ha così commentato: «La solidarietà ancora esiste. L’ho toccata con mano»

Coldiretti consegna un trattore all’Agricola Doria, vittima di furti e danneggiamenti

Coldiretti Calabria ha consegnato un trattore all’azienda “Agricola Doria srl” di Cassano all’Ionio. L’azienda era stata colpita da una serie di furti e danneggiamenti lo scorso 26 febbraio. «Il trattore – ha commentato Coldiretti – è un aiuto, ma anche un simbolo di tenacia e voglia di ripartire, questo è il messaggio che vogliamo lanciare. Per questo occorre denunciare, fidarsi delle forze dell’ordine e della magistratura per stroncare alla radice questi eventi delittuosi, reagire con determinazione e non piegarsi ai soprusi». 

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L’imprenditrice Alessandra Paolini con parole piene di energia e toccanti ha così commentato: «La solidarietà ancora esiste. L’ho toccata con mano. E’ solida, concreta, palpabile. Ha un nome: Goldoni S80 e in questo caso anche un colore. Arancione. Simbolo di energia e realizzazione. Accoglienza e incoraggiamento. A pensarci bene non poteva che avere questo colore. Il 26 febbraio la nostra azienda è stata depauperata di tutto l’indispensabile per andare avanti. Uno scempio. Un furto feroce. Un fortissimo shock e la voglia di reagire. Ma lo spettro di ricordi dolorosi è difficile da tenere a bada. Non posso non dire che il primo sapore che mi è affiorato nell’anima è stato quello acre della solitudine. Ancora più pervasivo della disperazione».

«La solitudine – ha aggiunto – è stato il lugubre fantasma che mi si è parato innanzi quella mattina in cui provavo a rimettere in ordine le fila di un discorso di nessun senso e di un futuro di nessuna certezza. Ho avuto paura della solitudine, più di ogni altra cosa, perché la solitudine di un imprenditore in un terreno arido è l’agonia peggiore alla quale possa essere sottoposto, ed io personalmente la ho conosciuta a fondo. Ma c’è spazio per un’altra storia, una storia fatta di condivisione, solidarietà, supporto, una storia dove gli sguardi, le parole, le rassicurazioni anticipano che può esserci un’altra narrazione. Una narrazione dove la nostra ferita è stata la ferita di altri che si sono attivati per volerla a tutti i costi curare, sanare, lenire. Non ho ricevuto alcun telegramma formale e ostentato. Ho avuto sguardi, strette di mano e toni di voce e qualcuno che mi ha detto che non sarei rimasta sola, per la prima volta ho capito di poterci credere».

«Adesso – spiega Alessandra Paolini -è arrivato in azienda il trattore che ci consentirà di ripartire, sarà comunque una strada in salita, ma con un cuore molto più leggero. Perché ho vinto l’unica paura che avevo: quella di ritrovarmi di nuovo sola a interrogarmi che senso avesse lavorare in un territorio e per un territorio indifferente, distante se non ostile. Il mio personale grazie si aggiunge a quello dell’azienda tutta, in ogni singola individualità che la ama e si spende per essa, ed è un grazie commosso rivolto all’associazione di categoria di cui facciamo parte, la Coldiretti, che si è stretta intorno a noi per assicurarci un supporto concreto e importante e ancor più per farci sentire la vicinanza e la condivisione, fatta di partecipazione al nostro dolore e di sostegno alla nostra voglia di rivalsa».

«Al Presidente Franco Aceto, al Direttore Francesco Cosentini, al direttore generale Unaprol Nicola Di Noia e a tutti gli altri che hanno voluto e sostenuto la realizzazione di questa azione a sostegno della nostra azienda – ha concluso – va la mia gratitudine per l’importante aiuto presente e ancora di più per avermi dimostrato che non tutto è perduto, non tutto è scontato e che la storia non deve necessariamente ripetersi, che la storia è fatta di uomini e sono il loro impegno e la loro volontà a poter imprimere un corso diverso agli eventi. Il male non può vincere sul bene, questo è da sempre il motto del nostro lavoro ed oggi ne abbiamo avuto la prova concreta».