venerdì,Maggio 24 2024

Marano Marchesato, anche il Tar boccia la lista di Eduardo Vivacqua

Rigettato il ricorso contro la decisione della sottocommissione elettorale, che aveva evidenziato anomalie nella presentazione dell'elenco dei candidati unito alle sottoscrizioni tramite una semplice spillatura

Marano Marchesato, anche il Tar boccia la lista di Eduardo Vivacqua

Il Tar ha rigettato il ricorso presentato dalla lista “Insieme per Marano Marchesato” a sostegno del sindaco uscente Eduardo Vivacqua. Come noto, infatti, la terza sottocommissione elettorale di Cosenza con sede a Rogliano aveva imposto lo stop al primo cittadino con il verbale numero 65 redatto domenica 16 aprile a partire dalle ore 12. Venerdì 21 la nuova doccia fredda proveniente dal Tribunale Amministrativo Regionale. Adesso resta soltanto un grado di giudizio: il Consiglio di Stato.

Perché il Tar ha rigettato il ricordo della lista di Edoardo Vivacqua

Il Tar di Catanzaro, riguardo all’oggetto del contendere, ha evidenziato che «la firma dei sottoscrittori di una lista deve essere apposta su appositi moduli recanti il contrassegno della lista e ciò al fine di assicurare la piena consapevolezza degli stessi sottoscrittori in ordine alla lista e ai candidati cui si riferisce l’atto di presentazione sottoscritto».

Secondo il collegio giudicante, la mancata indicazione del contrassegno di lista sui fogli utilizzati, privi di materiale congiungimento tra loro, che non sia una mera “spillatura”, dev’essere pertanto valutata alla luce dell’assunto interpretativo secondo cui «i moduli aggiuntivi utilizzati per la sottoscrizione delle liste, quando siano privi dell’indicazione del contrassegno di lista e dell’elenco dei candidati, devono necessariamente essere uniti al primo foglio da elementi ulteriori rispetto alla semplice spillatura (timbri lineari, firme, etc.), in modo da consentire alla Commissione elettorale di verificare in maniera inequivoca che i sottoscrittori fossero consapevoli di dare il proprio appoggio a quella determinata lista ed ai relativi candidati», senza che ciò possa «ritenersi un mero formalismo, in quanto tali requisiti sono funzionali a garantire l’interesse superiore ad una trasparente e corretta competizione elettorale, confutando la possibilità che vengano ammesse liste nelle quali possa anche solo dubitarsi che la raccolta delle firme sia stata attuata mediante inammissibili artifici o, comunque, irregolarmente».

«L’assenza, come nel caso della lista di Eduardo Vivacqua presa in esame, del contrassegno di lista su tutti i moduli contenenti le sottoscrizioni nonché l’assenza di una qualsiasi forma di congiunzione fisica tra i fogli ulteriore rispetto alle sette spillature, impedisce di considerare gli stessi fogli alla stregua di un unicum documentale idoneo a garantire che, all’atto dell’apposizione della firma, i sottoscrittori fossero consapevoli della lista alla cui presentazione erano chiamati a concorrere e dei nomi dei candidati in essa contenuti non potendo assumere contrario rilievo la circostanza dell’utilizzo di moduli ministeriali predisposti».

«Formalismi necessari alla competizione elettorale»

«L’argomento suggestivo per cui i sottoscrittori si sarebbero recati, insieme ai delegati, dinanzi al responsabile dell’ufficio elettorale per una “autentica di gruppo” per prestare il proprio consenso consapevole per la lista in questione è dunque privo di pregio – si legge nella sentenza – non avendo il pubblico ufficiale attestato altro, nell’autenticazione, che «sono vere e autentiche le firme apposte in mia presenza dagli elettori sopra indicati (n. 40), da me identificati con il documento segnato a margine di ciascuno» e non essendo tale attestazione suscettibile di integrazione postuma con successive dichiarazioni dello stesso pubblico ufficiale estranee al procedimento di autentica come valutato dalla Sottocommissione».

«Allo stesso modo – continua la sentenza – il fatto che siano state presentate solo due liste, e la lista Insieme per Marano Marchesato sia stata presentata per seconda non esclude il problema della riferibilità delle sottoscrizioni alla lista che, lo si ripete, deve essere oggettiva. Inoltre, il principio di massima partecipazione alla competizione elettorale, invocato dal ricorrente e da questo giudice condiviso, non può, dal canto suo, comportare il superamento di quei formalismi necessari a garantire il regolare svolgimento delle operazioni elettorali. Né, evidentemente, consente di violare la par condicio tra i candidati, assicurata solo dal pedissequo rispetto delle forme richieste dal legislatore».

Cosa succede se resta in campo solo una lista

Se lo stop alla lista di Eduardo Vivacqua fosse confermato anche dal Consiglio di Stato resterebbe in campo soltanto una lista a Marano Marchesato. Si tratta di “Libera Mente” che sostiene Domenico Carbone.

Essendo Marano Marchesato un comune con meno di 15.000 abitanti (ne ha certificati 3.333, ndr), saranno eletti tutti i candidati compresi nella lista ed il candidato a sindaco collegato. Questo purché la lista abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50% dei votanti e il numero dei votanti non sia stato inferiore al 40% degli elettori iscritti nelle liste elettorali.

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