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Città unica, Manna: «Percorso da condividere con i sindaci. Ma alla fine si farà» | VIDEO

Il primo cittadino esplicita la posizione di Rende: «La Regione ci coinvolga partendo dall'unione dei servizi. La data? Febbraio 2025 forse è presto»

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Dalla Regione si spinge sempre più verso la fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero. Gli otto consiglieri cosentini di centrodestra che hanno siglato la proposta di legge, la cui esistenza era stata anticipata dal nostro network lo scorso 2 febbraio, l’hanno depositata come da programma.

Pierluigi Caputo, Katya Gentile, Luciana De Francesco, Sabrina Mannarino, Pietro Santo Mannarino, Pasqualina Strafece, Giuseppe Graziano e Gianluca Gallo hanno quindi mosso il primo passo per “L’istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero”. Le polemiche non mancano e, specialmente da sinistra, si leva la voce dei contrari. Antonio Palermo, alla guida di Mendicino, ha rilanciato l’idea di Pandosia: la Città unica delle Serre cosnentine. 

Fatto sta che la nuova città ipotizzata alla Cittadella partirà da una base diu 110mila abitanti. Prevede come noto lo scioglimento dei tre centri di governo il primo febbraio 2025. In questo modo i sindaci, le giunte ed i consigli decadrebbero dalle loro funzioni e di conseguenza i loro componenti cesserebbero dalle rispettive cariche. La prospettiva non piace affatto né a Franz Caruso che perderebbe un anno di legislatura, né all’ex consigliere regionale Orlandino Greco che il 14-15 maggio concorrerà per tornare sindaco di Castrolibero. Da quanto ha dichiarato è già pronto a fare le barricate in caso di elezione. 

Città unica, la posizione del sindaco di Rende Marcello Manna

Su Rende si sono espressi i principiani («guai a lasciare fuori Montalto»), ma anche un pugno di associazioni come Missione Rende, Aria Nuova, Rende l’Idea, La Primavera di Rende, RendeSì, unitamente al gruppo consiliare “Rende per Rende” si oppongono all’idea della città unica. Hanno in mente – dicono – di costituire un Comitato per il No.

Ad esplicitare la posizione dell’amministrazione, dove c’è la spada di Damocle della relazione della Commissione d’accesso antimafia depositata in Prefettura, è Marcello Manna. «Quello della città unica con Cosenza e Castrolibero è un percorso che va condiviso – spiega al nostro network -. Compresi i passaggi propedeutici, iniziamo a ricercare gli aspetti comuni dei tre municipi». 

L’avvocato penalista entra nel dettaglio. «Partiamo dai servizi come evidenziato tante volte. Oggi ci sono tre società che si occupano della raccolta dei rifiuti e più aziende che garantiscono i trasporti: non è più possibile. La nuova programmazione, tuttavia, va fatta dalla Regione con i sindaci. Alla fine, ne sono certo, arriveremo alla città unica – conclude – ma non so se per febbraio 2025. Completata la sinergia dei servizi, il resto sarebbe già cosa fatta». 

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