domenica,Maggio 19 2024

Città unica Cosenza, Rende e Castrolibero: per Ciacco la legge regionale è «meschineria politica»

Per il consigliere comunale nessun dubbio: «L'idea del centrodestra è una sola: la traumatica e prematura interruzione della sindacatura di Franz Caruso»

Città unica Cosenza, Rende e Castrolibero: per Ciacco la legge regionale è «meschineria politica»

«Il tema della Città unica è assai serio appartenendo alla storia e al patrimonio della sinistra calabrese rappresentandone un tratto eminentemente identitario». Così il consigliere Giuseppe Ciacco ieri mattina durante il consiglio comunale sulla fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero.

Il giovane esponente della lista “Franz Caruso Sindaco” ha ricordato per tutte una data, quella del 18 settembre 2001. «Era in corso la seduta del consiglio regionale della Calabria e nell’aula di Palazzo Campanella, quel pomeriggio, si alzò l’allora capogruppo del Partito dei Democratici di Sinistra, l’onorevole Nicola Adamo, per illustrare la proposta di legge istitutiva del referendum per la costituzione del grande Comune dell’area urbana. Quella proposta – ha sottolineato – incrociò dapprima la manifesta ostilità dell’allora maggioranza di governo regionale, guidata da Giuseppe Chiaravalloti, e, negli anni a seguire, l’insolente indifferenza di alcuni potestà municipali, ferocemente abbarbicati al potere».

«La storia – ha ribadito con forza Ciacco – non può essere né mistificata, né contrabbandata. E, allora, giù le mani dal tema della Città Unica. Noi diciamo, convintamente, sì alla Città unica, senza se e senza ma, in quanto rappresenta un’opzione strategica del nostro programma di governo, anzi, mettendo in campo azioni coerenti e favorendo processi condivisi e partecipati».

Quindi Ciacco ha ricordato l’avvio concreto, con le municipalità contigue, del procedimento finalizzato all’Unione dei Comuni per la gestione unitaria di rilevanti servizi. «Inderogabile necessità – Ciacco ha definito «l’apertura, sin da subito, di una vera e propria fase costituente che abbia come passaggio obbligato  la propedeutica e simultanea consultazione referendaria».

«Per noi – ha aggiunto Giuseppe Ciacco –  le comunità amministrate non sono popoli– bue, ma linfa vitale della sovranità democratica, sfregiata, viceversa, dall’indecente proposta di legge regionale del 24 aprile scorso, rubricata come “Istituzione del nuovo Comune, derivante dalla fusione dei Comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero”».

Per Ciacco quella proposta «è figlia di una squallida meschineria politica», alimentata «da un manipolo di uomini e donne divorato e dilaniato da una rabbia rancorosa e da un livore velenoso». «Perché? – si chiede il consigliere comunale -. Perché a quel manipolo di uomini e di donne, il corpo elettorale ha assestato, un montante stordente e sbaragliante, cacciando i mercanti dal tempio, decretando la trionfante vittoria di Franz Caruso e delle forze progressiste e riformiste con lui alleate. Però, i mercanti fuori dal tempio non ci sanno stare e per rimettere le mani sulla città si sono rivolti ai propri ascari sodali, pronti a dar loro manforte. Ed ecco, bella e confezionata, quell’indecente proposta di legge che ha una sola e unica ragione ispiratrice, anch’essa, altrettanto, indecente: la traumatica e prematura interruzione della sindacatura di Franz Caruso».

«Ma dove si è mia visto – ha proseguito Ciacco – che, una mattina, otto consiglieri regionali si alzano e presentano una proposta di legge, con la quale proclamano: “a decorrere dal 1° febbraio 2025 è istituito il nuovo comune derivante dalla fusione dei Comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero. Alla stessa data i Comuni oggetto della fusione sono estinti. I sindaci, le giunte e i consigli comunali  decadono dalle loro funzioni”. In 89 righe  si spazzano via, con inaudito cinismo, vessilli emblematici della tradizione libertaria della Calabria antifascista, repubblicana e democratica. Quando l’agibilità democratica è messa in drammatica sofferenza, gli spiriti democratici debbono reagire, anche, attraverso coraggiosi atti di ribellione».

«A noi, qui e ora – ha detto ancora Giuseppe Ciacco – compete solo un compito: quello di parlare il linguaggio della chiarezza e della verità. Il compito di difendere, con le unghie e con i denti, i valori democratici, figli della resistenza antifascista. Il compito di difendere la dignità e la sovranità del Consiglio comunale di Cosenza».

«Giuseppe Ciacco ha poi espresso stupore e meraviglia per il fatto che «la proposta di legge è assistita dalla clausola dell’urgenza. L’emergenza in Calabria è una e una sola quindi: disarcionare, in men che non si dica, Franz Caruso e la sua coalizione di governo». E ancora: «quella proposta di legge è una barbarie politica e giuridica,  perché trascina nel caos cosmico la vita amministrativa delle comunità conurbate, gettando sul lastrico, centinaia di padri di famiglia».

«Approvata quell’indecente proposta di legge, che fine faranno i lavoratori delle cooperative del Comune di Cosenza? Si abbia il coraggio di dire, chiaro e tondo – ha affermato Ciacco – che fine faranno quei lavoratori? Se ne andranno tutti a casa. Questa è la verità. Che la approvino pure quella legge barbara, indecente. Noi li sbaraglieremo, anche con la Città unica. Il Sindaco della città unica sarà, sempre, quel galantuomo politico, che, ora, per espressa volontà del corpo elettorale, siede su quello scranno. Perché la gente vuole essere governata da sindaci, galantuomini politici». 

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