domenica,Giugno 23 2024

Processo “Reset”, omissati i capi d’accusa dell’omicidio di Giuseppe Ruffolo

La scelta deriva dalle nuove dichiarazioni rese dal neo pentito Roberto Porcaro che potrebbero aprire scenari del tutto inediti

Processo “Reset”, omissati i capi d’accusa dell’omicidio di Giuseppe Ruffolo

Che la storia dell’omicidio di Giuseppe Ruffolo, ammazzato nel settembre del 2011 nella zona di Città 2000 a Cosenza, non fosse finita, era ben chiaro dal giorno dell’avviso di conclusioni delle indagini preliminari dell’inchiesta “Reset“. Oggi, però, abbiamo la conferma. Nel decreto di fissazione dell’udienza preliminare, notificato alle parti, gli ultimi due capi d’accusa relativi al delitto avvenuto in pieno giorno nella città dei bruzi, sono stati omissati. E c’è un motivo.

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In origine l’omicidio di Giuseppe Ruffolo, a seguito delle indagini coordinate dalla Dda di Catanzaro e condotte dalla Squadra Mobile di Cosenza, comprendeva le posizioni di Roberto Porcaro, neo pentito, Massimiliano D’Elia e Antonio Illuminato. Porcaro e Illuminato ne sono usciti temporaneamente nella prima fase, in quanto la Dda di Catanzaro aveva deciso di non esercitare più l’azione penale, mentre D’Elia di recente è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 17 anni e 4 mesi di carcere.

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È del tutto evidente che la scelta di “coprire” i capi 301 e 302 risiede nel fatto che Porcaro ha riferito, come anticipato, su questo omicidio che, sebbene il primo filone processuale ne abbia escluso l’aggravante mafiosa, potrebbe essere maturato all’interno della ‘ndrangheta cosentina. Ora se Porcaro si sia accusato di tale delitto o abbia fatto altri nomi, parlando di mandanti ed eventuali complici, è ancora presto per dirlo. Saranno illuminanti in tal senso le prime dichiarazioni del collaboratore di giustizia che verranno “messe in chiaro” dalla pubblica accusa.

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