giovedì,Luglio 18 2024

Allevamenti minacciati dai lupi, Molinaro (Lega): «Risarcire le aziende per i danni causati dalle aggressioni»

Il consigliere regionale ha portato la questione all'attenzione dell'assessorato all'Agricoltura: « È fondamentale avviare un monitoraggio accurato da parte degli enti parchi per valutare l'entità della presenza dei lupi»

Allevamenti minacciati dai lupi, Molinaro (Lega): «Risarcire le aziende per i danni causati dalle aggressioni»

Le aggressioni dei lupi nella Sila Greca stanno causando seri danni agli allevatori, con attacchi che si ripetono su bovini e suini. Di fronte a questa emergenza, si registrano le prime reazioni politiche, al fine di tutelare le attività agricole nella zona. Pietro Molinaro, consigliere regionale della Lega Salvini, ha lanciato un appello all’assessorato all’agricoltura, chiedendo una soluzione rapida che possa garantire la biodiversità, l’equilibrio della natura e la tutela della specie. Tuttavia, Molinaro sottolinea che gli allevatori devono essere adeguatamente risarciti per i danni subiti a causa degli attacchi dei lupi.

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«Il Ministero della Salute, responsabile per l’erogazione delle risorse alle regioni, e la stessa Regione devono agire prontamente per risolvere questa situazione, dichiara il consigliere leghista. È fondamentale avviare un monitoraggio accurato da parte degli enti parchi per valutare l’entità della presenza dei lupi e gestire efficacemente la situazione». Gli allevatori colpiti dalle aggressioni dei lupi hanno avanzato richieste urgenti, tra cui l’installazione di reti elettriche e l’impiego di cani anti-lupo per proteggere il bestiame. Molinaro, tuttavia, sottolinea l’importanza di rispettare i processi naturali in gioco. «È chiaro che nessuno può immaginare di voler distruggere una specie, afferma il consigliere. Dobbiamo trovare un equilibrio tra la presenza dei lupi e le attività umane. In questo caso, i danni sono a carico degli allevatori, e devono essere tempestivamente risarciti. L’attività di prevenzione può comprendere il contenimento di questa specie, che deve essere attentamente vigilata dagli enti parchi, dai comuni e dalle regioni».