giovedì,Luglio 18 2024

Alto Jonio, i “Café Alzheimer” per dare sollievo ai malati e alle loro famiglie

Al via un'attività di formazione nei comuni di Trebisacce, Cassano, Rocca Imperiale e Francavilla Marittima dove sarà aperto anche un Punto d'ascolto

Alto Jonio, i “Café Alzheimer” per dare sollievo ai malati e alle loro famiglie

Un nuovo modello di attenzione verso la demenza che passa per un progetto finalizzato al sostegno dei malati e dei loro familiari che se ne prendono cura. Da una parte un “Punto Alzheimer” a Francavilla Marittima, un centro di ascolto e consulenza; e dall’altra, una attività di formazione sul territorio attraverso i cosiddetti “Cafè Alzheimer” che si articoleranno nei comuni di Trebisacce, Cassano allo Ionio, Francavilla Marittima e Rocca Imperiale da qui sino ad aprile 2024, ma aperti a tutta l’utenza interessata dell’Alto Jonio cosentino e assolutamente gratuiti.

La sala consiliare di Trebisacce ha ospitato sabato 27 maggio, la presentazione di questo progetto, finanziato dalla Regione e attuato dalla Medical center onlus che lo ha coprogettato con l’Ufficio di Piano ambito di Trebisacce in sinergia con il Distretto sanitario Ionio-Nord. Presenti all’incontro – moderato dal giornalista Vincenzo La Camera – tutti gli attori interessati al progetto, e quindi l’assessore regionale alle Politiche sociali, Emma Staine che ha condotto al finanziamento il progetto dopo che l’iter era iniziato nel 2022 con l’allora assessore al ramo, Tilde Minasi, oggi senatrice della Repubblica che ha inteso far pervenire la sua vicinanza all’iniziativa mediante un messaggio.

In collegamento da Roma, è intervenuto il deputato Luciano Ciocchetti che ha speso parole di apprezzamento per il modello “Cafè Alzheimer” sottolineando come iniziative del genere debbano trovare un posto centrale nelle comunità, supportando in questo caso tante persone per le quali ad oggi non esiste nessuna cura, anche se la ricerca sta andando avanti. Nei suoi saluti da padrone di casa, il sindaco Alex Aurelio ha rimarcato l’importanza di un progetto che coinvolge tutto il territorio di cui Trebisacce è comune capofila. E’ quindi intervenuta la presidente della Medical Center, Angela de Angelis: «Vorremmo diventare la bussola dei malati e delle loro famiglie – l’auspicio della de Angelis -. I caregiver infatti hanno un forte bisogno di essere guidati. Il nostro obiettivo è quello di creare una “città amica dell’Alzheimer” in cui opera un personale debitamente formato».

La dirigente dell’Ufficio di Piano ambito di Trebisacce, Carmela Vitale, ha illustrato la complessità del territorio, comprensivo di 17 comuni, con un alto tasso di anzianità e con una dislocazione variegata, nel quale si opera quotidianamente, il più delle volte con carenza di personale, e che soltanto grazie ad un sistema di governance tra soggetti è possibile dare delle risposte che consistono anche in Piani Individualizzati. Presenta un ufficio di piano coordinato e coeso verso il fare grazie alla presenza dei consulenti, assistenti sociali, educatori, psicologi e mediatori ed il consulente della progettazione, programmazione e rendicontazione, l’ingegner Francesco Calà che mantiene costante e preciso il monitoraggio degli interventi su tutto l’Ambito.

Ha concluso il trittico degli interventi dei soggetti co-progettisti del nuovo modello di cura della demenza, Antonella Arvia, dirigente del distretto sanitario Ionio-Nord. La dottoressa Arvia, che ha guidato anche la campagna vaccinale anti Covid nel distretto di Trebisacce, ha evidenziato come il territorio dell’Alto Jonio sia soggetto ad importanti fragilità sanitarie e sociali, difficili da affrontare in un contesto di crisi e conseguente carenza di personale medico e paramedico a cui si aggiunge una crescente povertà che intacca sensibilmente la capacità delle famiglie di vedersi garantire un adeguato ricorso alle cure.

L’intervento della psicologa-psicoterapeuta Chiara Mandaglio è servito a tracciare le linee guida del progetto Cafè Alzheimer e di come questo si articolerà sul territorio. Al momento le cure disponibili sono utili a rallentare l’avanzamento dei sintomi di una malattia che colpisce maggiormente le donne over 60 e assume caratteristiche ereditarie. Inoltre – ha specificato la dottoressa Mandaglio – l’Alzheimer, che è la patologia più comune tre le demenze, presenta varie fasi evolutive che con il supporto di questo progetto si potranno affrontate quanto meno nelle prime fasi, grazie ad incontri specifici che coinvolgeranno pazienti e familiari in un contesto dove una equipe multidisciplinare lavorerà sugli aspetti psico-educativi offrendo anche momenti ricreativi come, ad esempio, la visione di un film o la consumazione di una merenda tutti assieme.

In sala è intervenuto il pedagogista dell’Asp di Cosenza, Raffaele Crescenzo, il quale ha acceso i riflettori sulla difficoltà dei caregiver che il più delle volte sono costretti ad una vita di rinunce sociali e lavorative per accudire i propri cari. In alcuni casi questa situazione può portare finanche ad una ostilità nei confronti del familiare reo di sottrarre spazio e tempo al caregiver stesso. Ecco perché, secondo Crescenzo, alla base di un’azione efficace di supporto ai malati di Alzheimer è necessario uno studio del contesto familiare in cui vivono.

Per Anteas nazionale è giunta direttamente da Roma la vicepresidente Laura Ravazzoni che nel suo intervento ha acceso i riflettori su una problematica che direttamente o indirettamente rischia di produrre risvolti negativi e cioè una crescente mancanza di socializzazione. «Dobbiamo tornare ad essere comunità – ha detto la Ravazzoni -. Due sono gli antiemorragici che dobbiamo somministrarci è cioè la cura, intesa come prendersi cura l’uno degli altri e la responsabilità delle nostre scelte». In sala hanno preso la parola, offrendo sostegno al progetto, anche il vicesindaco di Cassano allo Ionio, Antonino Mungo; il sindaco di Francavilla Marittima, Gaetano Tursi e il presidente di Anteas Calabria, Cataldo Nigro.

In coda al dibattito, il saluto del consigliere regionale Pietro Molinaro che ha ricordato come la povertà (500.000 persone in Calabria vivono sotto la soglia minima), l’invecchiamento e l’emigrazione sono delle vere tagliole in cui è stretta questa terra. «Come Regione Calabria – ha detto Molinaro – dobbiamo aggiornare la mappa dei bisogni. Urge una legge adeguata sui caregiver. Dobbiamo avere il coraggio di finanziare progetti innovativi intercettando i fondi europei. Altrimenti resteremo sempre quella regione che si piange addosso».

Nelle sue conclusioni, l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Emma Staine, si è complimentata con l’Ambito di Trebisacce per il prezioso lavoro svolto promettendo una vera rivoluzione nel settore del Welfare. «Abbiamo finanziato questo progetto perché sentiamo il dovere di offrire un aiuto concreto alle persone malate di Alzheimer e ai loro familiari, spesso impotenti di fronte alla nuova situazione che si viene a creare. Non bisogna sottovalutare il Welfare – ha ammonito la Staine – Nei nostri comuni, le amministrazioni devono capire che questo settore non è affatto minore ma riveste una importanza vitale per sostenere le comunità».