lunedì,Maggio 20 2024

Ospedale della Sibaritide, il futuro è adesso: deadline fissata per il 28 giugno

Il concessionario ha inviato la variante alla Regione che dovrà approvarla (e finanziarla). Al tavolo si riscriverà il quadro economico finanziario ed conto alla rovescia fino alla consegna (che i pessimisti immaginano nel 2027)

Ospedale della Sibaritide, il futuro è adesso: deadline fissata per il 28 giugno

Si farà, e su questo non sembrano esserci grossi dubbi, anche se le nubi che si sono addensate sull’ospedale della Sibaritide non si sono ancora diradate. Il problema, piuttosto, è in quanto tempo. Il prossimo mese – la scadenza precisa è il 28 giugno, giorno in cui si riunirà la cabina di regia che andrà a valutare il computometrico ed il quadro economico finanziario della variante – si siederanno al tavolo la società concessionaria che sta costruendo l’ospedale della Sibaritide, la D’Agostino, e la Regione. In quella sede sarà valutato, secondo il preziario regionale, il costo della variante necessaria ad aggiornare al 2023 una struttura ospedaliera concepita nel 2013. Un lasso di tempo in cui norme edilizie, sismiche, sanitarie – soprattutto – sono mutate e di molto. Su tutto bisognerà realizzare gli adeguamenti alle normative introdotte in campo medico, ispirate dal Covid, quindi percorsi sporco/pulito – o caldo/freddo – e tutta un’altra serie di interventi relativi, tra l’altro, agli impianti, alle tecnologie più avanzate, alle novità anticendio ed al risparmio energetico.

Immaginare il costo della variante, oggi, potrebbe essere un azzardo, anche se si paventano tra i 70 e i 90 milioni di euro in più rispetto ai 93 previsti nel 2013 (che salgono fino a 144 contemplando circa 1,9 milioni annui di canoni per i 28 anni di gestione della struttura, assegnata al concessionario, come prevede l’appalto). La variante introdurrà, quindi, tutta una serie di upgrade necessari, altri opportuni. In questo mese, ancora, il progetto di variante dovrà passare al vaglio di tutta una serie di enti tra cui i vigili del fuoco piuttosto che l’Asp, e c’è già chi scommette che saranno brevi e potranno addirittura coincidere con la scadenza del 28 giugno.

Quel giorno la D’agostino e la Regione si siederanno al tavolo sostanzialmente per “trattare”, plausibilmente più possibile al ribasso – guardando al tavolo dal punto di vista dell’ente appaltante che dovrà reperire le somme necessarie per proiettare l’ospedale della Sibaritide, nel futuro, all’entrata in esercizio. I pessimisti immaginano il 2027, gli ottimisti al 2025. L’input decisivo sull’aggiornamento del cronoprogramma, che prevedeva inizialmente la deadline fissata nella primavera 2024, giungerà il 28 giugno, ammesso sempre che la Regione valuti la variante come meritevole di approvazione.

Insomma, che tutto questo lo si potesse immaginare – e quindi intervenire – per tempo, è cosa nota, perché tutte le parti in causa sapevano – e sanno bene – che un ospedale non si può consegnare “chiavi in mano” già vecchio di almeno dieci anni. Peraltro non avrebbe mai incassato il parere di conformità… Al momento, dunque, non filtra grande pessimismo, ma nemmeno una ventata di ottimismo, considerando la tentacolare burocrazia ed i soldi da mettere sul piatto. Quello che fa ben sperare è la volontà politica – già espressa in più occasioni dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, recatosi in visita ai cantieri un paio di volte nell’ultimo anno e mezzo – di concludere l’opera. Peraltro sarebbe un clamoroso autogol politico quello di giungere alle prossime elezioni regionali senza aver chiuso la pratica ospedale della Sibaritide – un bacino d’utenza di 250 mila abitanti – o peggio, lasciare eventualmente ad altri di accenderne le luci. 

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