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Torano Castello e le cravatte che Berlusconi regalava da 11 anni

L'artigiano Damiano Presta racconta la sua storia e loda la memoria di Silvio: «Quando mi chiamarono pensai ad uno scherzo. Era una persona unica. Gli sono grato»

Torano Castello e le cravatte che Berlusconi regalava da 11 anni

E’ lunga la strada da Torano Castello, paesino di nemmeno 5mila abitanti in provincia di Cosenza, fino a Palazzo Grazioli. A Damiano Presta, artigiano della cravatta sette pieghe, gira quindi la testa quando – 11 anni fa – mette per la prima volta piede nella residenza romana di Silvio Berlusconi: «Non ci potevo credere». Da allora diventa il fornitore ufficiale di regali del Cavaliere.

Si parla di ordini per migliaia e migliaia di cravatte – ma anche foulard per le donne – che l’ex premier amava donare ad amici ed interlocutori. Anche a personalità come Vladimir Putin e ben 5 presidenti americani, da George Bush senior a Barack Obama. Tutto inizia nel febbraio del 2012. Presta riceve una telefonata da un numero anonimo. E’ una donna. «Il presidente Berlusconi vorrebbe incontrarla». Lui pensa ad uno scherzo di amici e la manda a quel paese. «Ma lei, per fortuna, insiste e mi dà un numero fisso a cui chiamare» racconta all’Ansa. E’ la storica segretaria, Marinella Brambilla, che gli fissa un appuntamento a Palazzo Grazioli con l’allora leader del Pdl.

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«Se ci penso – ricorda l’artigiano – mi emoziono ancora. Mi riceve in giacca e maglione, senza camicia e cravatta e si scusa con me per l’abbigliamento informale. Una cosa che mi ha sconvolto». Nel Natale precedente, prosegue, «Berlusconi aveva ricevuto innumerevoli regali: qualcuno gli aveva inviato una mia cravatta che gli era piaciuta molto ed aveva quindi dato disposizioni di contattarmi». Ed ecco Presta «muto per l’emozione» al cospetto del Cavaliere che gli commissiona subito un ordine «molto importante»: mille cravatte.

«Mi ha messo in grossa difficoltà – spiega – perché non avevo la capacità produttiva per realizzarle subito. Poi voleva un nuovo packaging, una brochure». Lui si mette al lavoro e realizza la linea personalizzata per Silvio Berlusconi. «La gratificazione più grande – prosegue – è arrivata il 22 giugno di quello stesso anno quando mi chiama personalmente al telefono: “Damiano, la ringrazio per il bellissimo prodotto che ha realizzato, venga a fare colazione da me“. Questa era l’eleganza dell’uomo, generoso, carismatico, di grande classe».

Da allora, gli ordini da casa Berlusconi per il laboratorio artigianale calabrese si sono susseguiti con regolarità negli anni. «Si serviva da me in via esclusiva. Da 11 anni non ha mai comprato cravatte da altri – sottolinea Presta – ma a me piace lavorare e non apparire o fare post e non ho mai sfruttato il suo nome per farmi promozione né ho mai approfittato della sua generosità». L’ultima telefonata risale allo scorso 26 dicembre. «”Scusa Damiano, se ti chiamo in ritardo. Volevo farti i miei auguri“, mi ha detto. Era unico. Avevo in programma di andarlo a trovare quando sarebbe stato meglio, ma è arrivata la tristissima notizia della sua morte. Io gli sono grato e lo sarò per sempre».

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