lunedì,Luglio 15 2024

«Pnrr, la nuova ripartizione dei fondi penalizza il Sud»

Il punto di vista del vicesindaco di Cosenza, Maria Pia Funaro, su una manovra governativa che lei definisce alla stregua di «gioco delle tre carte»

«Pnrr, la nuova ripartizione dei fondi penalizza il Sud»

Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni di Maria Pia Funaro, vicesindaco di Cosenza, sulle modifiche operate dal governo in tema di assegnazione ai Comuni dei fondi del Pnnr.

La nuova versione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, illustrata dal Ministro Fitto a fine luglio, contiene un nuovo capitolo sul RePower EU ma anche tagli, molti dei quali in ambiti legati a clima e ambiente.

L’operazione, definita come marginale e di scarsa incidenza dal Governo e dalla maggioranza, è risultata, invece, una massiccia riscrittura del PNRR. La manovra ha interessato 144 dei 329 obiettivi originari, consentendo di raggiungere un importo di 15,59 miliardi di euro, ottenuto in parte operando un definanziamento di risorse assegnate alle Città e ai Comuni, già oggetto di interventi programmati, e in parte con un corposo prelievo da interventi in corso di esecuzione.

Tra le misure eliminate spiccano i fondi per le piccole opere dei Comuni, per la rigenerazione urbana, la riduzione del rischio idrogeologico, l’utilizzo dell’idrogeno per la decarbonizzazione, le infrastrutture sociali, gli impianti innovativi, la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie e il verde urbano.

Sconcertante la drastica riduzione dei fondi destinati alla mitigazione del dissesto idrogeologico, laddove la sforbiciata più preoccupante ha azzerato i fondi destinati al contrasto del dissesto con interventi strutturali, ovvero tutto ciò che rappresenta la prevenzione. In un Paese che si scopre sempre più fragile di fronte ad un drammatico cambiamento climatico, devastato da frane e alluvioni, saranno definanziati progetti che riguardano la cura del territorio.

A fronte delle proteste sollevate dagli Amministratori comunali, dai Sindaci, dai Presidenti di Regione, dalle forze politiche e sociali, preoccupati per un impatto che metteva in discussione una serie di iniziative già avviate, è apparsa da subito strumentale e fuorviante l’affermazione di ampi settori della maggioranza di governo secondo cui la linea di intervento prescelta, consistente nella concentrazione degli interventi con impostazione centralistica, sia stata basata su una presunta minore capacità di spesa delle Città e degli enti locali rispetto a quella delle Amministrazioni centrali.

I dati di monitoraggio dei programmi cofinanziati, nei precedenti cicli di programmazione pluriennale dei fondi europei e dei fondi nazionali, smentiscono quanto sopra affermato: sono molto più frequenti le situazioni di criticità e di ritardo quando responsabili della gestione dei programmi sono le Amministrazioni centrali rispetto a quanto avviene laddove i soggetti attuatori sono i Comuni e gli Enti territoriali.

Un altro dato. Forse il più grave, il più drammatico: nella rimodulazione del PNRR non c’è stato coinvolgimento delle Regioni e degli Enti territoriali.

A poco servono le rassicurazioni, secondo cui gli interventi stralciati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sarebbero stati comunque oggetto di nuovi finanziamenti integrativi e nuove risorse sarebbero derivate dal Fondo di coesione e sviluppo 2021-2027, da tempo oggetto di programmazione e di conseguente assegnazione ai soggetti destinatari nel rispetto dei criteri seguiti nei precedenti cicli di programmazione.

Un perfetto gioco delle tre carte, insomma, in cui le coperture finanziarie, a più riprese garantite per gli interventi definanziati, saranno ottenute con una rimodulazione di programmi esistenti e di procedure in corso di definizione.

Le aree del Mezzogiorno, più esposte al rischio di emarginazione e di ulteriore appesantimento delle condizioni di sottosviluppo, devono invece essere al centro di una visione politica equilibrata e garantista.

Puntuale è stato l’intervento del Segretario regionale del PD, Nicola Irto, che rivolgendosi al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha chiesto che difenda gli interessi della Calabria e che faccia una grande battaglia, evidenziando che la nuova ripartizione dei fondi, decisa dal Governo, penalizza le Regioni del Mezzogiorno e la Calabria in particolare, sia per le minori risorse assegnate nel FSC rispetto a quelle definite dal precedente Governo, sia per la presenza di gravi criticità, tra cui l’inutilizzabilità, stante la natura dei fondi, delle spese inerenti le politiche sociali e delle misure di contrasto alla povertà e di sostegno dei più deboli.

Come esponente del Partito Democratico, investita della responsabilità di vice Sindaca di Cosenza, aderisco con convinzione alla mobilitazione sollecitata dal Segretario Irto, a tutela di un Sud che continua a riscoprirsi sempre più marginalizzato dalle politiche del Governo, che abbandona così le opportunità offerte dal PNRR volte a colmare il gap territoriale.