venerdì,Aprile 12 2024

Discarica di Scala Coeli, Legambiente chiede che vengano resi pubblici i dati delle analisi

il presidente del circolo locale dell'associazione torna sul luogo del disastro e dice: «Vogliamo sapere se i carotaggi sono stati fatti e a che profondità»

Discarica di Scala Coeli, Legambiente chiede che vengano resi pubblici i dati delle analisi

I passi affondano nel terreno dove fino a qualche giorno fa c’era un lago di percolato. Nicola Abruzzese, presidente del circolo Legambiente Nicà, torna per l’ennesima volta sul luogo del disastro ambientale deflagrato lo scorso 22 giugno. Cammina nel letto asciutto del fiume in cui il materiale fuoriuscito dalla discarica Pipino di Scala Coeli ha galleggiato per diverso tempo, prima che la società proprietaria dell’impianto, la Bieco srl, completasse le operazioni di aspirazione.

Tra le mani il telefonino in modalità video, come tante altre volte. «Guardate – dice – quanto terreno è stato rimaneggiato per rimettere a posto quel lago artificiale». Il percolato, si ricorderà, prima della sua rimozione era stato confinato in bacini temporanei creati con argini di terra. Adesso non c’è più, ma restano le domande.

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