domenica,Marzo 3 2024

Ionio e Tirreno cosentino, ombrelloni segnaposto e mare sporco nelle ore di punta. Ma per la Guardia Costiera il bilancio è positivo: solo controlli di routine

I 130 metri dalla riva non vengono spesso rispettati da moto d’acqua e motoscafi che per essere multati devono essere colti in flagrante. A nulla quindi spesso servono le segnalazioni di bagnanti e gestori dei lidi. Poche le motovedette della Guardia Costiera a disposizione per uscite non di grave entità

Ionio e Tirreno cosentino, ombrelloni segnaposto e mare sporco nelle ore di punta. Ma per la Guardia Costiera il bilancio è positivo: solo controlli di routine

Mare meno inquinato degli altri anni, ma contaminato sempre dalle solite infrazioni dei tanti pirati che, in acqua e in spiaggia, si mostrano sempre meno rispettosi delle regole. Il bilancio che viene fuori dalle dichiarazioni dell’Ufficio di Relazioni Esterne della Capitaneria di Vibo (cui fanno capo sia la costa tirrenica sia ionica della provincia di Cosenza) appare tutto sommato positivo, seppure con alcune (solite) criticità.

I sequestri in provincia di Cosenza

Cinque su sei le strutture turistico-alberghiere che lungo la costa dell’alto Tirreno e della zona di Corigliano Rossano sono state sequestrate nel corso della stagione estiva per irregolarità legate o alle norme igieniche non rispettate o alle assunzioni in nero del personale.

Blitz pure lungo le spiagge del litorale tirrenico soprattutto nella zona da Diamante fino a Guardia dove ombrelloni, lettini e sdraio sono stati sequestrati: oltre 800 attrezzature, dati non ancora definitivi dal momento che la stagione è ancora in corso, ma verosimili.

La moda del momento seguita dai tanti bagnanti sembrerebbe quella di lasciare l’ombrellone in prima fila con l’intento di riservare il proprio posto, al pari delle sedie per i parcheggi, dimenticando e violando le norme della libera fruizione del demanio pubblico che impediscono che questo o quel tratto di spiaggia possa essere prenotato.

Parla la Guardia Costiera

Tutto comunque nella norma secondo quanto dichiarato dal comandante Tedesco della Capitaneria di Vibo e dal responsabile dell’Ufficio Relazioni Esterne che si dicono piuttosto soddisfatti del lavoro svolto. «Sin dai primi di luglio, infatti – sostiene il responsabile dell’Ufficio – abbiamo avviato ancora una volta la campagna nazionale a favore del Mare pulito e la campagna Rave in collaborazione con i carabinieri per limitare il più possibile illeciti da parte di gestori di strutture balneari e ricettive. Volendo dare un primo resoconto in attesa della conferenza ufficiale, possiamo di certo parlare di risultati positivi». «Nessun episodio che possiamo ritenere di grave entità, le morti sono state soprattutto di persone già avanti negli anni, salvo casi di due ragazzi trentenni morti probabilmente a causa di un malore» (uno di Campora e l’altro nella zona di Corigliano).

I controlli lungo la costa tirrenica cosentina

«Dai controlli effettuati via mare – replica in modo ufficioso la capitaneria di Cetraro cui dipendono i paesi del litorale tirrenico da Praia a Belmonte – durante i nostri controlli in mare ci è capitato di fermare persone senza patente nautica, con assicurazione scaduta o che non rispettassero i limiti segnati dalle boe dei lidi o i metri di distanza dalla riva necessari prima di accendere il motore del proprio mezzo. Ma sono controlli di routine, quindi nulla che possa definirsi particolarmente rilevante».

Più frequenti le segnalazioni da parte dei bagnanti della domenica o dei tanti che semplicemente amano nuotare e che si ritrovano invece a vedere per una o due ore, dalle 12 circa in poi, passare una striscia di bollicine spesso maleodoranti. «Il mare è pulito, ma a volte passa una schiuma e solo per pochissimo tempo», questa la voce quasi unanime dei turisti sia del litorale tirrenico sia ionico del cosentino. Ma dai controlli effettuati quanto analizzato nelle acque del mare sembrerebbe mucillagine. E così si spera.

Pescatori amatoriali

Altro problema, seppure non troppo frequente, la presenza di pescatori amatoriali che spesso decidono di mettersi proprio a due metri dall’ombrellone del vicino o di affidare la lenza al figlio con una mira non troppo precisa, dimentichi dell’ordinanza che vorrebbe fino al 20 settembre il divieto della pesca da terra in zone con presenza di bagnanti.

Un tuffo e una nuotata rilassante possono trasformarsi anche in ansia per chi si trova ad essere quasi sfiorato da moto d’acqua o motoscafi che spesso per pura ostentazione amano sfrecciare nelle acque di questa o quel litorale. Peccato che non si riesca spesso a fermarli, neppure se segnalati dai gestori dei lidi, dal momento che bisogna che vengano colti in flagrante. Si dovrebbe forse sperare che il pirata di turno sia un habitué e che ripeta la sua infrazione più o meno con regolarità, in modo da poter richiedere l’uscita di un mezzo da parte della Guardia Costiera.

Cosa che diventa ardua se si pensa che la Guardia Costiera di Cetraro ha una sola moto vedetta, così come la Guardia costiera di Corigliano. Ad Amantea, poi, nessuna motovedetta ma solo un battello che diventa davvero troppo lento per alcuni interventi.

Rischio multa

«C’è da dire poi che molti che continuano a infrangere le regole, tra i detentori di motoscafi o moto d’acqua, possono già essere stati multati» aggiunge il comandante Tedesco dalla Capitaneria di Vibo e mostrarsi del tutto incuranti di quei 400 euro di multa. Finché poi qualcuno possa far loro un verbale (nuovo o da recidivo) hanno tutto il tempo per fare le loro belle storie Instagram con timone in mano e vento tra i capelli, preoccupati più del numero di likes che della sicurezza di chi sta in acqua, fosse solo a galleggiare.

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