giovedì,Luglio 18 2024

No allo sgombero del Palazzetto di Insiti, Stasi e Mitidieri: «Faremo ricorso»

Il bene è al centro di una lunga vicenda giudiziaria di usucapione. I giudici amministrativi sospendono il provvedimento emesso dall’ente pubblico dopo che il Tribunale di Castrovillari aveva rigettato la richiesta del privato nel 2022

No allo sgombero del Palazzetto di Insiti, Stasi e Mitidieri: «Faremo ricorso»

Il fondo su cui sorge il palazzetto dello sport di contrada Insiti, a Corigliano Rossano, è da anni al centro di una vicenda giudiziaria che oggi fa registrare una nuova – e di certo non ultima – puntata. Il bene è conteso da un privato, che nel 2012 lo occupa evocando in giudizio il consorzio sportivo dei comuni della piana di Sibari Corigliano Rossano, contro cui avvia in quell’anno un’azione di riconoscimento della proprietà per usucapione.

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L’area interessata, si sviluppa lungo la statale 106, ben visibile a valle del costruendo ospedale della Sibaritide. Per anni quella struttura ospita eventi sportivi tra cui corsi di nuoto ed anche un appuntamento pugilistico di livello mondiale. Dal 2012 tra ricorsi al presidente della Repubblica, controricorsi, sentenze del Consiglio di Stato, del tribunale ordinario, ulteriori ricorsi, si giunge ad oggi e ad una nuova sentenza del Tar Calabria che sostanzialmente certifica come gli atti presentati dalla pubblica amministrazione siano validi e legittimi, ma sospende l’ordinanza di sgombero.

«Con questa sentenza, i giudici amministrativi – spiega l’assessore agli affari generali del comune di Corigliano Rossano a cosenzachannel.it – intervengono solo sospendendo l’ordinanza di sgombero, neutralizzando temporaneamente l’azione diretta al recupero del bene, limitandosi al mero richiamo di un passaggio contenuto in una sentenza del Consiglio di Stato del 2018 sulla stessa vicenda, che però era stata emessa in un periodo in cui nessuno dei atti prodotti, ed oggi confermati anche in forza della legge istitutiva del comune di Corigliano Rossano, era stato adottato dall’Amministrazione comunale».

Secondo l’assessore Mitidieri, quindi, anche il Tar calabrese certifica che gli atti prodotti al tribunale di Castrovillari, che nel novembre 2022 si era espresso emettendo dispositivo di sentenza con cui si rigettava la domanda di usucapione presentata dal privato, sono «validi e legittimi», ma rimane basito dal fatto che i giudici amministrativi abbiano comunque annullato l’ordinanza di sgombero, adottata dal comune di Corigliano Rossano l’indomani e forti del giudizio del tribunale civile.

«Questa sentenza – sottolinea ancora Mitidieri – non ci soddisfa per niente. Come Amministrazione riteniamo ci fossero tutte le condizioni per chiudere già oggi, definitivamente, questa incredibile vicenda e restituire alla comunità anche questo bene. Per questi motivi procederemo senza tentennamenti per ottenere questo risultato nel più breve tempo possibile. E lo faremo con un appello – questa l’altra novità di giornata – al Consiglio di Stato per circostanze ormai molto chiare».

In effetti, la vicenda, prima che si insediasse l’amministrazione Stasi non sembrava poi così chiara. Ma poi forti della legge istitutiva del comune di Corigliano Rossano che prevede in quei luoghi la cittadella degli uffici, e di tutta un’altra serie di atti prodotti al tribunale di Castrovillari, gli amministratori sono riusciti a recuperare una situazione che sembrava disperata. Se, quindi, oggi si parla ancora del palazzetto di contrada Insiti come di un bene pubblico, i meriti sono certamente da ascrivere al sindaco, all’assessore Mitidieri ed all’esecutivo che su tutta questa storia hanno profuso grande impegno, senza mai mollare anche quando la partita sembrava persa. Ed invece il coup de théâtre del 2021 ha riaperto il match ai supplementari.

«Ritengo che ci siano motivi seri per l’appello. Domattina predisporremo l’incarico. Siamo vicini, ed oggi ci sentiamo ancora più vicini al traguardo – conclude Mauro Mitidieri – perché come accennato tutti gli atti prodotti a difesa del bene sono validi e legittimi, ma manca il recupero forzoso del bene».

Insomma, anche per il sindaco Stasi «è singolare che il Tar riporti parte di una sentenza del Consiglio di Stato del 2018, quando mancavano tutti gli atti che abbiamo prodotto e che nel frattempo lo stesso Tar ha confermato. La norma è chiara: a decidere la destinazione di ufficio pubblico sono gli enti, e con questa destinazione il patrimonio è indisponibile, pertanto nel merito ormai la situazione è definita a favore del Comune, ed è un elemento molto importante da sottolineare, ma al momento ci impediscono di intervenire. Ricorreremo ad altri strumenti».

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