domenica,Maggio 19 2024

Rende, i lavoratori di Tech&Com proclamano lo stato di agitazione: «Senza stipendio da tre mesi»

La Cgil: «Situazione di estremo disagio. Enel e Iren scelgano bene le aziende cui affidano le proprie commesse»

Rende, i lavoratori di Tech&Com proclamano lo stato di agitazione: «Senza stipendio da tre mesi»

I lavoratori dell’azienda Tech&Com del sito di Rende proclamano lo Stato d’agitazione. Il mancato pagamento degli stipendi relativi alle competenze dei mesi di giugno, luglio e agosto 2023 è diventato ormai insostenibile, considerato che sono per lo più dipendenti part- time al 50% con una retribuzione netta che si attesta intorno a 750 euro.

Non è la prima volta che si verificano ritardi nei pagamenti e i lavoratori hanno segnalato sempre prontamente all’azienda le loro enormi difficoltà. Inoltre, da circa un mese, i lavoratori sono sottoposti alla riduzione per Fondo di Integrazione Salariale (FIS) con percentuali intorno al 30% che aggraverà ulteriormente la già disastrosa condizione economica in cui si trovano questi lavoratori.

«È importante sottolineare che, tra poco più di una settimana, andrà anche in maturazione il pagamento dello stipendio di settembre, aggravando ulteriormente una situazione già insostenibile per i lavoratori. È inaccettabile che aziende che lavorano per Enel o per Iren siano così spudorate nel non pagare le spettanze dei lavoratori per così tanto tempo, sia Enel che Iren dovrebbero fare maggiore attenzione a chi affidano le loro commesse, considerando che esiste una responsabilità solidale negli appalti», ha dichiarato il segretario generale Slc Cgil Calabria, Alberto Ligato.

Per il coordinatore Slc Calabria – Area Nord -, Mirko Ragusa, «è fondamentale che l’azienda prenda al più presto le misure necessarie per risolvere questa situazione di estremo disagio e agitazione tra i propri dipendenti. Il mancato pagamento degli stipendi rappresenta una violazione dei loro diritti e delle norme contrattuali E per tanto – annuncia Ragusa – metteremo in campo tutte le azioni legali e di protesta necessarie, inoltre interesseremo le autorità competenti affinché intervengano per garantire il pagamento dei salari arretrati».