giovedì,Febbraio 29 2024

Ziccarelli: «Se Succurro avesse votato per lo scioglimento di Rende, la matrice sarebbe chiara»

L'ex assessore: «Nel Comitato per la Sicurezza Provinciale c'è anche lei. Vorremmo sapere quale è stata la sua indicazione»

Ziccarelli: «Se Succurro avesse votato per lo scioglimento di Rende, la matrice sarebbe chiara»

Ho letto molte volte la relazione finale della Prefetta di Cosenza Vittoria Ciaramella, della quale più aspetti mi hanno, in un certo modo, impressionato. Non parlo soltanto delle tesi accusatorie, sostenute da indizi, testimonianze e intercettazioni, e che saranno, com’è giusto, affrontate nel modo corretto al Consiglio di Stato (ma non mi pare trascurabile notare che tali tesi sono già state ribaltate dai vari tribunali del Riesame, della Libertà e persino della Cassazione che, di fatto rigettandole, hanno rimesso al loro posto gli amministratori e i dirigenti sospesi)». Lo afferma in una nota Domenico Ziccarelli, ex assessore del Comune di Rende che intende puntare il dito contro la presidente della Provincia Rosaria Succurro.

«Sono rimasto impressionato – dice – durante la lettura della relazione, nel notare che si è citato solo il sindaco di Cosenza, l’avvocato Franz Caruso, per la sua astensione davanti alla proposta di scioglimento del Comune di Rende, una scelta nella quale deve aver pesato non solo il suo ruolo di amministratore, ma anche la sua competenza di avvocato penalista, che sa bene quante volte i teoremi accusatori delle Procure si dissolvano nelle aule dei tribunali. L’ultimo, eclatante caso, quello del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, per cui la cassazione ha annullato la condanna oppure l’assoluzione del sindaco di Riace Mimmo Lucano, dopo anni di pubblica gogna, solo per citare i più recenti».

«Ma in comitato per la Sicurezza Provinciale, oltre che dal sindaco del capoluogo e dalla prefetta, è composto da membri delle forze dell’ordine e della magistratura, e ultimo ma non ultimo dalla presidente della Provincia. Ora, che il voto dei rappresentanti delle forze dello Stato sia in linea con le tesi accusatorie non sorprende, ma assai meno prevedibile è il voto dei rappresentanti politici all’interno della stessa commissione. Ed è particolarmente importante e utile capire se la Presidente della Provincia si sia espressa a favore dello scioglimento».

Ziccarelli ricorda che «Rosaria Succurro, oltre a essere presidente della Provincia, è sindaco del Comune di San Giovanni in Fiore e presidente dell’Anci Calabria, nonché esponente di spicco della forza politica che in Calabria esprime anche il presidente della Regione, e quindi un eventuale voto favorevole allo scioglimento da parte della Presidente stessa assumerebbe una rilevanza diversa, tanto più che la sua suddetta forza politica oggi al governo, insieme all’ANCI Calabria che comprende sindaci di destra e di sinistra, sta conducendo adesso una battaglia, all’interno del Parlamento, per modificare la legge sullo scioglimento delle amministrazioni comunali».

L’ex assessore comunale si concede quindi una breve parentesi per ricordare che già in passato vicende simili hanno colpito le amministrazioni rendesi: «quella di Sandro Principe, Umberto Bernaudo, e adesso noi. Sempre Rende».

«Rende – sostiene – è lo sbocco naturale della città di Cosenza, il suo terreno di sviluppo quasi fisico. Non sembra casuale la forzatura, concomitante, della Legge Regionale sulla fusione dei centri urbani, che ha i tratti dell’annessione di Rende e Castrolibero a Cosenza, legge che contestiamo per i modi, i tempi, e la mancanza di corrette procedure, e che data la situazione economica del Capoluogo porterebbe danni alla cittadinanza di Rende e Castrolibero. Altra cosa sarebbe una fusione con percorso condiviso, partendo con l’uniformare servizi e trasporti, come avvenuto ovunque in Italia, e che tutelerebbe tutti i cittadini».

«Ma non voglio supporre secondi fini – conclude ancora Ziccarelli – sicuramente sarà una svista, la mancata citazione della presidente Succurro, forse perché assente, tuttavia è opportuno per noi amministratori, dopo aver subito uno scioglimento che riteniamo immeritato, poter escludere che ci siano stati anche calcoli strategici o opportunistici, alla base di un suo eventuale voto favorevole. Naturalmente aspetto una smentita a questa mia ipotesi, che accoglierei con estremo favore, ma, se così non fosse, sarebbe chiara anche la matrice politica del nostro scioglimento».