giovedì,Febbraio 29 2024

Il coraggio di Anita Sperone, la ragazza di Praia a Mare fa arrestare uno stalker

La cosentina, mentre era sul bus, ha registrato la conversazione e poi si è rivolta alla polizia per consegnare il file audio. Un cubano di 32 anni ora si trova in carcere

Il coraggio di Anita Sperone, la ragazza di Praia a Mare fa arrestare uno stalker

Anita Sperone, originaria di Praia a Mare, ha un grande coraggio. E lo ha dimostrato nei giorni scorsi quando ha registrato la conversazione di un 32enne cubano che, nel corso di una telefonata, avrebbe minacciato la sua ex compagna. «Gridava contro di lei: “vengo a buttare l’acido addosso a te e a nostra figlia“. Non potevo fare finta di niente. E se lo avesse fatto davvero? Avrei vissuto nel rimorso», ha detto la 25enne cosentina a Repubblica. La ragazza, che da qualche anno si è trasferita a Roma, ha consegnato il file audio alla polizia, la quale, al termine delle indagini, ha arrestato il cubano con l’accusa di stalking.

Era un giorno particolare. Infatti in quelle ore in Italia – siamo al 25 novembre 2023 – si manifestava contro la violenza di genere, un tema particolarmente sentito nel nostro Paese dopo l’omicidio della povera Giulia Cecchettin, uccisa con circa 20 coltellate dall’ex fidanzato Filippo Turetta. «Questa cosa mi ha messo ancora più rabbia», ha detto Anita Sperone al giornale fondato dal compianto Eugenio Scalfari.

«Ho fatto solo il mio dovere. Ero sull’autobus, il 542. All’improvviso è salito quest’uomo che sbraitava e parlava ad alta voce. Sembrava una lite tra fidanzati. Poi ho sentito lui che gridava che sarebbe andato a gettare l’acido all’ex compagna e alla figlia. Mi sono messa paura. Quando senti qualcuno che dice cose del genere è chiaro che si è superato un limite. Per questo ho iniziato a registrare» facendo prevalere un senso civico straordinario, tra l’indifferenza generale degli altri passeggeri, alcuni dei quali, probabilmente, non avevano ben compreso cosa stesse accadendo in quel momento.

«Io sono scappata per andare a lavoro, poi ho raccontato tutto su Instagram. A quel punto sono stata contattata dal commissariato e ho sporto denuncia allegando la registrazione. I poliziotti sono stati bravissimi e hanno rintracciato subito l’uomo, che già in passato era stato denunciato per fatti simili. La vittima non voleva sporgere denuncia, per questo l’ho fatto io, pensando anche alla bambina. Non sono un’eroina, penso di aver fatto il mio dovere» ha concluso Anita Sperone.

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