domenica,Marzo 3 2024

Anna Lauria, una vita per la poesia. «Così mi ha salvata»

«Una volta Alberto Bevilacqua mi disse, che dovevo sporcarmi le mani per scrivere. Ho cercato di fare mio questo suggerimento sincero»

Anna Lauria, una vita per la poesia. «Così mi ha salvata»

Viviamo in un’epoca in cui forse solo una poesia ci salverà. Ne è convinta Anna Lauria, poetessa calabrese, che incontro per un caffè: «Montale diceva che la poesia è un prodotto inutile, ma quasi mai nocivo. Sono tempi di estremo consumismo, tutti hanno fretta, il tempo sfugge. La poesia può donare momenti di riflessione, svegliarci dal torpore, ci sono poesie così intense, così profonde da farci implodere. Non so se una poesia ci salverà, di certo ha salvato me».

Anna è una donna molto raffinata, elegante, presente nei migliori salotti letterari e nei più importanti eventi culturali. Con lei capita spesso di incontrarci e discutere. E con lei abbiamo ragionato sulla poesia, chiedendoci se i versi di un poeta potrebbero essere versi per il nulla. Perché i poeti sono attratti dal profumo della bellezza e dai colori del cielo che mutano continuamente. «Siamo attratti da tutto ciò che suscita un’emozione, una provocazione, un sentimento di bellezza o d’indignazione. A volte si scrive per gli altri, per dar voce a chi non ne ha, penso ai deboli, agli emarginati, ai migranti che sono morti sulle nostre spiagge. Ogni poeta ha una sua visione dell’universo e dell’uomo che prende forma attraverso i versi, con la consapevolezza di voler arrivare agli altri per poter dire: Esisto, sono al mondo».

Elogio dell’attesa è il titolo del nuovo libro della poetessa calabrese Anna Lauria. È lei stessa che dice cosa stiamo aspettando. «Forse un nuovo Umanesimo, una rinascita, una presa d’atto dei tanti errori e Orrori che gli uomini hanno commesso. Uso la poesia come messaggera, per me è importante che sia anche po.etica, (che unisca etica ed estetica) non mi basta parlare solo del bello che mi circonda, trovo importante sensibilizzare su grandi temi, spesso creo delle performance in cui metto in atto opere materiche e fonemi, versi che rendono incisivo il potere della parola».

Quindi un modo per arrivare subito alla gente «…e per parlare di violenza, razzismo, guerra, inquinamento, solitudine dei giovani». I versi di Anna sono dappertutto: nelle scuole, sulle mura dei centri storici, nei teatri. «Scrivo molte poesie dedicate alla mia terra, qui sono nata, qui sono rimasta a sancire un patto con le radici. “Sono la mia terra” il poemetto scritto tanti anni fa rimane forse la poesia più letta e conosciuta. Ѐ un viaggio identitario, che racchiude i grandi uomini che hanno fatto la Storia della Calabria, ma anche le contraddizioni e il dolore, le attese disattese, il doversi arrangiare e accontentare o soprattutto assistere ai nostri giovani talenti che vanno via».

Negli anni ‘60-‘70 si cantava “mettete dei fiori nei vostri cannoni” che divenne lo slogan di un’intera generazione di pacifisti, reso famoso in Italia dalla canzone “Proposta” dei Giganti del 1967. Ma oggi, in un’epoca che affonda nell’odio e nella vendetta, chissà chi o cosa può fermare i cannoni che tuonano in troppe parti del mondo. “Sempre e solo l’amore, la gentilezza, l’empatia, la Cultura… da diffondere subito e ovunque con l’esempio. Ognuno faccia il suo, gli altri seguiranno. Il critico Harold Bloom dice che i poeti sono gerofanti: gli specchi di gigantesche ombre che il futuro getta sul presente… l’influenza che non è mossa, ma muove.” C’è una poesia muta. Quella che Anna Lauria si porta dentro e che non ha mai scritto. «Una volta Alberto Bevilacqua mi disse, che dovevo sporcarmi le mani per scrivere vera poesia. Ho cercato di fare mio questo suggerimento sincero. C’è qualcosa che non ho ancora scritto, perché non sono pronta. Ogni scritto richiede un viaggio interiore difficile, ci sono molto vicina».

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