domenica,Marzo 3 2024

Erosione costiera a Calopezzati, Giudiceandrea: «Il mare è entrato nelle case»

Il Comune è in attesa dal 2017 dei fondi regionali per la realizzazione del progetto per il ripascimento dell’arenile: «Dopo anni l’iter è stato riavviato ma il tempo passa inesorabilmente ed il mare crea danni immani»

Erosione costiera a Calopezzati, Giudiceandrea: «Il mare è entrato nelle case»

Le mareggiate, quest’inverno, stanno completando l’opera. Da anni ormai, è iniziata l’opera di erosione costiera del litorale ricadente nel comune di Calopezzati, nel basso jonio cosentino. In alcuni tratti il mare ha ormai raggiunto le abitazioni ed in qualche caso sono stati necessari dei terrapieni per tentare di arginare le acque. Sull’altro versante, in direzione sud, le onde hanno – negli ultimi cinque anni – consumato letteralmente l’unica porzione di lungomare esistente.

Una delle soluzioni al problema individuata ormai nel lontano 2017 – e da allora rimasta sostanzialmente chiusa nei cassetti della Regione Calabria – è la realizzazione di alcuni “pennelli” con la posa di massi.

«Dopo anni di immobilismo – spiega a cosenzachannel.it il sindaco di Calopezzati, Antonello Edoardo Giudiceandrea – qualcosa in Regione si sta finalmente muovendo. Il permesso autorizzativo del progetto di ripascimento dell’arenile con la posa dei pennelli è stato rilasciato ma il tempo sta continuando a passare. Siamo in attesa del nulla osta e poi che il settore lavori pubblici della Regione indica il bando di gara. Speriamo solo di non perdere ulteriore tempo e di giungere a quest’estate coi lavori già effettuati».

L’ottimismo del sindaco di Calopezzati, comune che vive soprattutto di turismo, potrebbe però cozzare con la realtà e con le sabbie mobili della burocrazia regionale, dalla quale si attende un segnale positivo da ben sei anni.

Il progetto prevede lavori per quattro milioni di euro, suddivisi in due lotti. I “pennelli” dovrebbero essere posati a partire dalla battigia e con una forma curva che tende a sud. «Molte case – conclude Giudiceandrea – sono in pericolo e l’acqua dopo aver distrutto anche il lungomare sta raggiungendo letteralmente le abitazioni. È urgente correre ai ripari prima che sia troppo tardi». Quello del primo cittadino di Calopezzati è l’ennesima richiesta di aiuto prima che l’ignavia catapulti il suo comune direttamente nel III Canto dell’Inferno di dantesca memoria.

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