venerdì,Febbraio 23 2024

Legambiente: «Impossibile monitorare la qualità dell’aria in Calabria, nessun dato da oltre un anno»

Nel report nazionale sullo smog, non compare alcuna città calabrese. Ma c'è un motivo: non funziona la rete regionale di monitoraggio

Legambiente: «Impossibile monitorare la qualità dell’aria in Calabria, nessun dato da oltre un anno»

In occasione del nuovo report di Legambiente “Mal Aria di città 2024“, è emersa la «totale assenza dei dati per l’intera Calabria. Esiste, quindi, allo stato attuale un ‘buco‘ di un anno e mezzo dal giugno 2022 al dicembre 2023 nel monitoraggio sulla qualità dell’aria sul territorio regionale che costituisce un vulnus grave per la tutela della salute dei cittadini calabresi».

È quanto si legge nella nota di Legambiente dove sono riportati i dati rilevati nelle varie città italiane. Il precedente rapporto Mal’aria, prosegue la nota, “pur basato su dati parziali per indisponibilità degli ulteriori dati ufficiali non presenti sul sito di Arpacal, confermava che la qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia calabresi, per l’anno 2022 non presentava criticità importanti

La mancanza di dati ufficiali costituisce una circostanza molto preoccupante – afferma Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria -. Lo scorso anno la nostra associazione aveva già lanciato l’allarme chiedendo che fosse garantita la fruibilità dei dati e rese trasparenti le notizie sull’effettivo funzionamento delle centraline di monitoraggio per come previsto dalla normativa vigente.

È evidente che la prevista rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria, per qualche motivo, non funziona. La nostra richiesta – conclude Parretta – è quella di ripristinare celermente il funzionamento di tutti gli strumenti di analisi sulla salubrità dell’ambiente per evitare eventuali infrazioni comunitarie ma soprattutto per poter mettere in campo politiche concrete per rendere le città calabresi più vivibili e sicure, riducendo l’inquinamento atmosferico e migliorando la qualità della vita delle persone.

Nel resto del Paese, i dati sono incoraggianti. Su 98 città monitorate, soltanto 18 hanno superato i limiti giornalieri di polveri sottili, provocate dalla combustione dei carburanti e dall’usura di gomme, asfalto, frizioni e freni. A Frosinone la maglia nera per 70 giorni di sforamento, seguita da Torino (66), Treviso (63), Mantova, Padova e Venezia (62). Erano state 29 le città fuorilegge nel 2022 e 31 nel 2021.

Ma il miglioramento del 2023, spiega l’associazione ambientalista, è merito soprattutto delle condizioni meteorologiche favorevoli “anziché a un effettivo successo delle azioni politiche per affrontare l’emergenza smog”.